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Bilance

29 gennaio 2010

Antica bilancia pesa sale marino

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Bilancia Pesa Sale Marino

Una bilancia di misura (normalmente detta “bilancia”) è un dispositivo per la misura del peso o massa di un oggetto. 

Nella sua accezione standard, questo tipo di strumento di misura confronta l’oggetto, posizionato in uno dei piatti di misura, e sospeso tramite una leva, con una massa di riferimento o combinazione di masse nel piatto opposto (peso di riferimento). Per pesare un oggetto nel piatto di misura, una serie di pesi standard viene aggiunta al piatto di riferimento finché il braccio si trova il più possibile vicino alla sua posizione di equilibrio meccanico. 

Interessante la “Festa delle affettatrici e bilance storiche” fatta tutti gli anni a Greve in Chianti (FI). 

Antica Bilancia Pesa Sale Marino

In questo caso la bilancia è specifica per pesare sale marino (cloruro di sodio). Detta bilancia si differenzia da quella con il piatto in ferro per pesare il sale da miniera ( salgemma – Vedi Post ) in quanto questa ha il piatto di vetro, fatto a forma di imbuto per potere riempire i
sacchi che al tempo erano di stoffa (vedi articolo ) . 

Il cloruro di sodio si trova abbondantemente in natura. La maggior parte è disciolta in acqua, a formare acqua marina; in parte si trova allo  stato solido in giacimenti di terraferma. I processi di produzione variano a seconda della forma in cui il cloruro di sodio è disponibile. 

La produzione e il commercio del sale è stato per molti anni motivo di contesa tra Ravenna, Venezia e lo Stato Pontificio. Ma produzioni sono ancora presenti in parecchie altre parti d’ Italia.
Interessante anche il Museo della Civiltà Salinara, allestito nei vecchi magazzini del sale a Cervia. All’interno, oltre a una collezione di fotografie che testimoniano l’antica attività, si trovano anche tutti gli strumenti e gli attrezzi che venivano usati in salina, dalle bilance per pesare i cristalli alle “burchielle”, imbarcazioni per trasportare il sale fino ai magazzini. 

 
 

Antica Bilancia Pesa Sale Marino

 

Per chi ne fosse interessato qualche informazione riguardo la produzione del sale : 

La produzione passa attraverso diverse fasi; 
–  la prima prevede il prelievo di un ingente quantità di acqua dal mare attraverso delle idrovore,  che conducono l’acqua presa direttamente dal mare nella prima zona evaporante. Per la misurazione dell’acqua si utilizza il densimetro, un’ampolla di vetro zavorrata alla base
con del piombo. Questo, graduato nella parte superiore, si immerge nell’ acqua di cui si vuole sapere la densità, e affonda fino a fermarsi in prossimità di un numeretto, che poi è il grado Bé (Baumè; unità di misura della densità salina ). 

Antica Bilancia Pesa Sale Marino

la seconda e terza fase consistono nelle continue evaporazioni che si ottengono attraverso il passaggio dell’acqua dall’una all’altra zona evaporante per aumentare la densità. In queste fasi assistiamo contemporaneamente alla depurazione della acque del mare da tutti quei sali di
cui sono composte, i quali partecipano alle diverse intensità. Infatti l’acqua marina non contiene solo cloruro di sodio, ma anche altri sali quali Carbonato di calcio, Ossido di ferro, Cloruro di potassio, Cloruro di magnesio, Solfato di magnesio,Cloruro di sodio ecc. )
– nella quarta fase l’acqua  passa nelle zone evaporanti immediatamente vicine alla zona salante. Durante queste fasi l’acqua del mare assume due denominazioni:acqua Vergine e acqua Madre, che, avendo sgravato il sale, è appunto diventata madre . 

Il ciclo di produzione del sale avviene in un arco di tempo che va da un minimo di 3 fino a 4-5 anni, a seconda delle esigenze del
mercato.
Questo tipo di produzione detta “pluriennale” più recente ha sostituito o accompagna quella più vecchia “annuale” . 

La “produzione pluriennale”, non è altro che la produzione di sale su sale. Qui lo spessore medio dell’incrostazione salina è di 70-80 cm. 

La “produzione annuale”,  prevedeva una sola produzione l’anno, per uno spessore medio di circa 20 cm di sale. Mentre nella produzione annuale non c’era bisogno di nulla in quella pluriennale c’è bisogno del cosiddetto cappotto:  40 cm di acqua madre che preserva l’incrostazione
salina dallo scioglimento in caso di pioggia.

La Raccolta

Nel corso del tempo, i sistemi di raccolta del sale si sono più volte modificati, fino ad arrivare all’ultimo sistema di raccolta, che consiste nella tecnica detta a travoni o pluriennale, che avviene in qualsiasi periodo dell’anno.
Si evita però di praticarla nel periodo di maggiore piovosità, visto che la pioggia è il nemico numero uno della salina. Per questa raccolta si utilizzano degli escavatori, camions e una pala dinamica. L’incrostazione salina del bacino da raccogliere viene scomposta
dagli escavatori, in modo che si formi un pettine e con questo sistema si può anche espellere l’acqua presente. 

Antica Bilancia Pesa Sale Marino

·   RACCOLTA A MANO
Questo sistema di raccolta ( fine Ottocento, inizi Novecento ) prevedeva l’impiego di tante persone quante ne servivano per coprire l’intera larghezza del bacino.
La crosta salina viene frantumata con una specie di zappetta. Inoltre altri operai, i palisti , posti dietro a questi, per mezzo di pale di ferro  provvedevano a formare dei piccoli cumuli di sale all’interno dei bacini, poi un’altra squadra di palisti prelevava il sale dai massini e lo metteva nei sacchi di juta.Ogni sacco era tenuto in piedi da due operai, due palisti provvedevano a riempirlo ed il pesatore, per mezzo di una speciale bilancia ad imbuto, pesava il sale. Vennero in seguito introdotte le ceste di vimini 

·   RACCOLTA PARZIALMENTE MECCANICA 
Questa raccolta prevedeva due fasi: Con l’aiuto di carrellini che venivano posti su piccoli binari e spinti a mano. Alla fine  dei bacini i carrellini venivano svuotati dentro la tramoggia di un macchinario chiamato elevatore, dotato di un sistema di nastri trasportatori, che portava il sale ad un’altezza di 10-15 metri, da cui scendeva a formare il prisma. Con l’aiuto di rulli trasportatori che sostituirono sia i carrellini che i binari; questi rulli erano posizionati in modo da formare un lungo binario che si estendeva per tutta la lunghezza del bacino e arrivava fino alla tramoggia dell’elevatore. 
Questa seconda fase rientra nella raccolta parzialmente meccanica, perché i rulli trasportatori venivano riempiti a mano dai palisti. 

 ·   RACCOLTA MECCANICA  ad opera della macchina-raccoglitrice che sostituiva totalmente il lavoro manuale. Fu una vera rivoluzione nell’ambito del sistema lavorativo del sale, sia per la raccolta che per il trasporto “a deposito”.
Infatti il sale veniva portato direttamente sulle aie di deposito. Per mezzo di carrellini, il sale passava in una complicata rete di nastri trasportatori che lo inviavano prima nell’impianto di lavaggio e poi verso i carroponti che ne permettevano l’ammassamento.
Queste macchine potevano procedere sull’incrostazione salina grazie a due lunghi rulli di metallo. In questi tipi di raccolta anche la cilindratura del bacino avveniva a mano: un operaio trainava col metodo proprio dei pastori un cilindro di cemento armato per livellare il fondo del bacino prima della messa a sale. Generalmente scalzo quest’uomo solo più tardi vide l’uso di particolari scarpe –  zampette – fatte a mano e in casa dalle donne. Successivamente fu introdotta la cilindratrice a motore. 

Il salinaio di un tempo, senza strumentazione alcuna, doveva gestire  i processi evaporativi, impiegando in modo ottimale acque dolci e salate. Più che per le coltivazioni agricole, egli doveva “governare” l’acqua, il sole e il vento e le proprie energie. 

Antica Bilancia Pesa Sale Marino

 A differenza delle saline o degli stagni salati della costa atlantica, dove per riempire di acqua di mare le vasche veniva sfruttata l’energie delle maree, nel Mediterraneo l’innalzamento dei grossi volumi d’acqua (anche diverse migliaia di metri cubi al giorno )
 avveniva mediante l’energia del vento o con i muli. Solo creando il giusto carico idraulico l’acqua è in grado di circolare all’interno della salina,  un’enorme scacchiera le cui caselle di differente colorazione sono vasche collegate da chiuse e canali,  ciascuna con la propria funzione nella progressiva depurazione della soluzione salina durante i processi evaporativi. 

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  1. Subject : bilancia pesa sale marino usata in tabaccheria Message
    Body: buongiorno, ho ereditato dai miei nonni una bilancia simile a quella esposta sul sito, chiedevo se fosse possibile
    sapere quanto può valere, o se sapete indirizzarmi verso qualche estimatore. grazie matteo

    Comment by Matteo — 7 febbraio 2010 @ 05:23
  2. Caro Matteo, come già detto la stima è una cosa, ed il valore di mercato è un’altro. Possiamo stimare la
    bilancia del sito in questo modo, giogo bracciportapiatti 120-180 euro, piatto di vetro 120/160 euro, piatto di rame
    con catene 80/130 euro, paragona i valori con la tua se gli oggetti sono similari, ed hai la stima della tua bilancia. bye
    Rino

    Comment by Rino — 8 marzo 2010 @ 12:11
  3. ciao, ho letto con molto interesse il tuo bellissimo articolo. Sai dirmi se le bilance da sale in uso durante la Repubblica di Venezia avessero forme simili a quella presente in questo articolo oppure se ne discostavano? Ho cercato tanto in internet ma purtroppo non ho trovato nulla… Ti ringrazio risp sulla mail 🙂

    Comment by Massimo — 30 luglio 2012 @ 14:17
  4. vorrei acquistare bilancia pesa sale in vedro

    Comment by piero — 11 dicembre 2012 @ 07:59
  5. Salve a tutti,
    vi scrivo in quanto avrei bisogno di alcune informazioni.
    Possiedo Una bilancia per Il sale identica a quella nella foto, ma quando ero bambino ho rotto Il piatto di vetro, mannaggia a me! Sto cercando Il ricambio da anni, qualcuno saprebbe indicarmi dove potrei trovarlo o se vi é qualcuno che produce delle repliche?
    grazie a tutti.

    Davide

    Comment by Davide — 4 febbraio 2014 @ 22:18

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