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Macchine Varie

13 febbraio 2010

Antica Ghiacciaia REX

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Antica-Ghiacciaia-Rex

Ghiacciaia in legno anni 20/30, ha un’apertura superiore dove venivano infilati i blocchi di ghiaccio,  ed uno sportello frontale. Ha gli interni zincati, maniglia di chiusura e cerniere tutti originali. Sul frontale, la nota marca REX.
A metà  900, il frigorifero era di legno, ed era ancora un bene di lusso.

La struttura  esterna era simile a quella del modello standard di adesso:
parte frigo sotto e piccola parte freezer sopra, che in realtà era un buco in cui veniva messo un blocco di ghiaccio il quale permetteva al cibo contenuto nella parte sotto di restare fresco.La parte sotto era generalmente divisa in
due o tre scomparti.  

Antica Ghiacciaia REX

I lettori non più giovanissimi ricorderanno senz’altro i tempi in cui, specialmente d’estate, si vedeva per le strade qualche garzone che di buon passo, sulla spalla ricoperta da un panno, trasportava lunghe barre di ghiaccio gocciolante, destinate a quegli antenati dei frigoriferi che portavano appunto il nome di ghiacciaie.  

Le tecnologie più moderne hanno cancellato quell’usanza: il freddo e il  ghiaccio vengono assai più comodamente prodotti in casa e delle  barre di ghiaccio non si sente più la necessità.
Eppure quel commercio aveva segnato in una certa misura, a partire almeno dal Seicento, uno degli aspetti della modernità.  

Mi ricordo che arrivava un uomo con un carrettino a tre ruote che conteneva una decina di blocchi di circa un metro di lunghezza con lato cm 2ox20 0 25×25 e con un segone tagliava la lunghezza richiesta dai clienti, e gridava “ghiaccio, ghiaccio, signore ghiaccio”. 

Antica Ghiacciaia REX

Impossibile non citare, accennando ai cenni storici del frigorifero, alla ghiacciaia, antenato per eccellenza di questo elettrodomestico oggi bene comune : considerevoli strutture in ghiaccio di buone dimensioni che venivano poste in grandi contenitori (ghiacciaie appunto), ove si rendeva possibile conservare gli alimenti oltre che mantenerli freschi anche per essere così serviti.  

Già nel Rinascimento, piccoli edifici adibiti a ghiacciaie compaiono nelle cantine o nelle corti rustiche di ville e palazzi. Nella Roma pontificia la regolamentazione della raccolta e del commercio della neve per le necessità terapeutiche (contusioni, febbri) fu assai precoce. 

Antica Ghiacciaia REX

 Queste grazie alla considerevole presenza di ghiaccio che veniva posto svolgevano il ruolo delle moderne celle frigorifere.  

Questi locali nell’800 venivano accuratamente ricoperti di paglia intrecciata sulle pareti  alternata a strati di paglia e ricoperta di foglie secche o anche di stracci di lana, pavimento compreso, affinché il ghiaccio, ricavato dalla neve pressata, si potesse stipare e conservare il più a lungo possibile, dando di conseguenza la possibilità di conservare alimenti al suo interno e fornire ghiaccio quando necessario.  

 I manuali di architettura ottocenteschi danno indicazioni assai precise sulle tecniche di stivaggio di questi serbatoi : ”Per riempirla di ghiaccio si scelga un giorno freddo e asciutto; prima di riporvelo vi si deve mettere al fondo un denso strato di paglia lunga incrocicchiata in tutti i versi, e devesi pur rivestire di paglia tutto l’interno, in guisa che il ghiaccio posi sulla paglia e non  tocchi le pietre”.  

Questi locali noti come neviere venivano costruiti in luoghi al riparo dalla luce del sole, per mantenere quanto più possibile la temperatura bassa.  

La neve veniva commercializzata da persone autorizzate che potevano garantirne una certa purezza, non poteva logicamente venire impiegata neve che contenesse al suo interno sporcizia che andasse ad inquinare gli alimenti da conservare a basse temperature. 

Sega Utilizzata per il Ghiaccio

Fino agli anni intorno al 1930 infatti, le aziende che commercializzavano ghiaccio si potevano ancora trovare: solitamente posizionate in luoghi freschi, dove poter sfruttare freddo e acqua prodotti ovviamente dalla natura.Il ghiaccio prodotto nei mesi invernali veniva accuratamente posizionato in magazzini che ne garantivano la conservazione fino all’estate. Veniva trasportato in appositi carri ove ve ne fosse richiesta. Nei mesi freddi si poteva isolare acqua grazie a delle dighe e lasciarla ghiacciare, successivamente il ghiaccio veniva spaccato e conservato in idonei locali dove uno strato di foglie e paglia svolgeva il ruolo di materiale isolante.  

La storia del frigorigero come ettrodomestico a tutti gli effetti, ha una storia relativamente breve, si è reso possibile infatti il suo comune utilizzo quando la corrente elettrica ha iniziato ad essere portata nelle abitazioni.  

Tuttavia, come sempre accade, i primi a potersi permettere sia maggiore consumo di energia elettrica che elettrodomestici come in questo caso il frigorifero, furono le persone più abbienti, che fino a poco tempo prima disponevano delle ghiacciaie. Nei primi modelli di frigorifero, il freezer, o congelatore non era altro che uno scomparto dove posizionare un blocco di ghiaccio, e successivi scomparti più piccoli dove collocare gli alimenti.
Questo scomparto era ancora una ghiacciaia a tutti gli effetti.  

 Prima del frigorifero ( “la conquista del freddo”, ossia l’invenzione della macchina frigorifera, avvenuta e brevettata nel 1851 dall’americano John Gorrie  e poi nel 1915 da Albert Einstein, successivamente perfezionata dal tedesco Windhausen, dall’inglese Reece e dal francese Tellier).  

Neve e ghiaccio ebbero, per secoli, un’importanza vitale e le piú recenti correnti di indagini ricostruiscono i modi della loro conservazione. Infatti sin dalla preistoria questi sono stati usati per conservare gli alimenti. Ghiaccio e neve erano oggetto di produzione, trasporto, stoccaggio, commercio e consumo: non vi è dunque motivo per cui gli archeologi non debbano interessarsene. Tanto più che l’importanza della neve e del ghiaccio per la storia umana è ben più centrale di quanto si possa immaginare e data dalle età più remote, se non altro per la insostituibile
funzione che ebbe il “freddo” (come il sale e il fumo) nelle strategie di conservazione degli alimenti, e in primo luogo delle proteine animali.
  

Antica Ghiacciaia REX

E così da qualche tempo si va affermando un’archeologia delle neviere, che getta lo sguardo su un’attività economica che fiorì in Italia alle soglie dell’età moderna, specie fra il XVII e il XVIII secolo, per essere poi messa in crisi dallo sviluppo tecnologico, che diede vita, prima in Inghilterra a partire dal 1830, poi anche in Italia (a Roma dal 1880), ai primi stabilimenti per la produzione del ghiaccio  industriale, che scrissero la parola “fine” per una storia secolare, segnata da grandi fatiche e da piccoli privilegi.  

E si scopre per esempio che nella città di Milano la neve veniva richiesta, come altrove, per molti usi, come si legge nei bandi che regolavano anche lì gli appalti pubblici per la raccolta e la vendita di neve e ghiaccio “per conservare li Comestibili e Potabili d’ogni sorte… vino, acque, carni, pesci, butirro, pollaria…”. Entrando in città i mercanti di generi alimentari trovavano la neve a disposizione nei pressi delle porte, e avevano un rigido divieto di comprarla da persone non autorizzate, per motivi sia fiscali sia igienici: spesso la neve veniva infatti raccolta dalle strade insieme a terriccio e liquami e smerciata abusivamente.  

Le famiglie più abbienti ne facevano grande uso, anche per consumi voluttuari (bevande fredde, sorbetti), e spesso possedevano neviere private,  che continuarono a funzionare anche dopo l’abolizione del monopolio di vendita, nel 1771 (la nuova moda settecentesca delle bevande calde, come il the e il cioccolato, aveva intanto contribuito a metterne un po’ in crisi il consumo).
Grandi consumatori di neve erano le comunità monastiche (specie per la conservazione dei prodotti caseari) e gli ospedali. Nel monastero di S. Ambrogio a Milano (ora sede dell’Università Cattolica) recenti scavi hanno portato alla luce i ruderi di un grande serbatoio di circa 8 m di diametro e i resti quasi intatti dell’ambulacro voltato che lo circondava, fungendo da cantina sotterranea e garantendo al tempo stesso un maggiore isolamento
termico.  

Altri scavi nel cortile dell’Università Statale di Milano hanno permesso – dopo le distruzioni dell’ultima guerra – il recupero in ottimo stato di conservazione e la valorizzazione della ghiacciaia dell’antica Ca’ Granda.  

Oggi,che esistono frigoriferi con il reparto cella, con il reparto frigo ventilato, nofrost, con il distributore d’acqua fresca, con il distributore del ghiaccio…  

sareste capaci di tornare ad inizi 900 ???

Un po’ di foto…..:
.

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  1. Subject: Contatto da FerriVecchi : informazioni Message Body: salve vista la vostra conoscenza sapete dove posso
    trovare cerniere x una ghiacciaia dei fratelli quattrer del 1959? se avete informazioni utitli vi prego di contattarmi
    grazie

    Comment by Arcangelo — 12 febbraio 2010 @ 16:49
  2. I found your blog on MSN Search. Nice writing. I will check back to read more. Eric Hundin

    Comment by Eric — 13 febbraio 2010 @ 14:16
  3. Subject: Contatto da FerriVecchi : saluti

    Message Body:
    come da foto,ho una ghiacciaia mod REX in ottimo stato.visto che non sono un esperto del settore sarei interessato alla vendita.saluti


    Questa email é inviata via modulo di contatto il Non Solo Ferri Vecchi

    Comment by Piuto99 — 15 ottobre 2010 @ 08:26
  4. Ciao Piuto99, come avrai letto questo è un blog di cultura, di storia, non di commercio o scambio in quanto generalmente a me piace acquistare e non vendere…
    Sono molto geloso dei miei ferri vecchi !!!!

    Per la vendita ti consiglio di rivolgerti su ebay annunci o passare direttamente di persona presso i vari mercatini dell’antiquariato o dell’usato….e per questo puoi fare riferimento a quelli che trovi nelle mie pagine….
    Il tuo post, come vedi, comunque rimane anche qui allegato all’articolo….e se qualcuno fosse interessato ti può scrivere direttamente. Ciao a presto….

    Comment by Rino — 19 ottobre 2010 @ 22:08

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