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9 febbraio 2010

Antiche Tavole con Modellini in Scala di Abiti alla Moda

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Tavole Modellini Moda

Che dire… qui non parliamo dei miei classici ferri vecchi.    

Ma parliamo sicuramente di cose che sono legate a professioni e tradizioni, sono strumenti di lavoro e che mettono in risalto tutto l’ingegno dei nostri avi.    

Inoltre le stampe di moda non finiscono mai di affascinare, anche se tra noi e loro è trascorso più di un secolo come in questo caso.
Anzi, col tempo acquistano un profumo “d’antan” che le rende più emotive, soffuse della nostalgia di un passato che si vorrebbe vivere ma non c’è più. Qui abbiamo alcune delle molte stampe che ho trovato in giro per mercatini dell’antiquariato che al tempo errano allegate a dei giornali di moda.
Parliamo della fine dell’800 e la rivista usciva settimanalmente alla domenica, perché le signore lo comprassero uscendo da messa.    

 
 

Dalla seconda metà dell’Ottocento il costume si razionalizza e si afferma la distinzione tra i lindi e semplici abiti da casa, quelli un po’ più ricercati  da passeggio, più ricchi per il pomeriggio, e da sera. ma da qualche anno, erano già iniziate le mode.    

Tavole Modellini Moda

E’ utile chiarire subito il significato delle parole “costume” e “moda”.
Con il termine “costume”, già apparso in italiano nel Cinquecento, si intende un certo “modo di vestire”, sottintendendone la persistenza e uniformità per alcuni aspetti che sono dettati da valori 

simbolici, ruoli sociali, appartenenza a una comunità professionale, geografica ecc. (costume popolare, costume ecclesiastico …).
La parola “moda”, invece, introdotta in Italia verso la metà del Seicento, propone un’immagine di variabilità e novità, tanto che nel Seicento padre Agostino Lampugnani conia il neologismo (poi scomparso) “modanti” a indicare i seguaci della moda (oggi si direbbe “modaioli” o “fashion
victims”). Benché la radice sia latina (modus), il termine ci deriva dal francese mode. 

Le riviste in quel periodo che parlano di moda sono molteplici : “the Journal der Luxus und der Moden” , “Giornale delle dame e delle mode di Francia e d’Inghilterra”, “Giornale delle mode principali d’Europa dedicato alle dame italiane” ecc. 

 

In questo caso si tratta di tavole che uscivano allegate ad una pubblicazione francese, “La Mode Illustrée – journal de la famille”, che oltre a parlare di moda dell’abbigliamento trattava di cucina con relative ricette, di accessori, di pettinature, di arredamento, igiene della casa, bon ton, critica del costume, cronaca mondana e con una rubrica di consigli dell’avvocato. Una rivista che rispondeva in modo pratico all’esigenza di essere attuali, al corrente di tutto e ben informati sui dettamni della moda e che seguì l’evoluzione della donna dal 1860 fino quasi alla metà del 1900. 

Tavole Modellini Moda

 

Altre sono della rivista italiana “Giornale delle Mode – Ulrico Hoepli Editore”, rivista che uscì dal 1872 al 1896 con contenuti molto simili alla precedente.    

Tavole Modellini Moda

Queste tavole sono proprio dei modellini in scala ridotta di abiti su ordinazione.    

La moda qui esposta era fatta di modelli facimente realizzabili (le sarte allora facevano miracoli) e pensati per il vasto pubblico della piccola e media borghesia con i suoi valori di moderazione, costumatezza e dignità scevra da stravaganze o eccessi (quelli venivano lasciati ai grandi sarti parigini per vestire in modo più estroso l’èlite internazionale).    

Tavole Modellini Moda

I vari laboratori di sartoria mettevano a disposizione delle clienti le varie riviste di moda dell’epoca, il cliente sceglieva il vestito che gli piaceva, e lo ordinava. La sartoria prima di procedere alla messa in opera del vestito vero e proprio, sul modello della rivista stessa, elaborava il vestito in miniatura, onde farlo vedere alla cliente di come si sarebbe presentato a opera compiuta, e se del caso proporre qualche modifica gia in fase di modello, per la soddisfazione completa della dama.    

Che ne dite….non sono uno spettacolo ? 

Un po’ di foto…..:
.

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