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10 febbraio 2010

Apparecchio di Kipp Petrus e provette di laboratorio

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Apparecchio di Kipp Petrus

La chimica deriva il suo nome dal francese “chimie“, traduzione letterale di “alchimia“, a sua volta derivata dalla parola araba che indica la pietra filosofale, leggendario materiale che si diceva capace di tramutare i metalli in oro; proprio la vana ricerca di questa chimerica sostanza portò alla nascita della chimica come scienza.

La chimica mi ha sempre interessato. E’ affascinante vedere un laboratorio, tutte quelle ampolle, quelle strane sostanze di vari colori che bollono e fumano.  

Così di mercatino in mercatino, sono riuscito a fare una piccola raccolta di materiale utile per esperienze di termodinamica, chimica ed elettrochimica.  

Non che aspiri a diventare un piccolo chimico ! Non ne ho le conoscenze.  

Lo strumento nelle foto è detto “Apparecchio di Kipp” dal nome del chimico olandese Kipp Petrus Jacobus (1808 – 1864), e permette di ricavare  in gran quantità (ma in modo perfettamente regolabile) i gas che si sviluppano sfruttando
un’opportuna reazione chimica tra una soluzione acquosa acida e un solido insolubile. In pratica viene usato soprattutto per ottenere idrogeno o acido solfidrico.  

Apparecchio di Kipp Petrus

L’apparecchio di Kipp è formato da tre ampolle; la seconda e la terza dall’alto sono in comunicazione tra di loro, così come la prima e la terza. Se si vuole ottenere idrogeno gassoso, nella seconda vengono inseriti dei grani di zinco o ferro, mentre nella prima viene versata una soluzione di acido cloridrico al 20 % fino a che questo non sommerge completamente i grani solidi entro la seconda ampolla. Si sviluppa idrogeno in base alla reazione Zn + 2 HCl => ZnCl2 + H2. Quando il rubinetto collegato con la seconda ampolla è chiuso, la pressione dell’idrogeno che si sviluppa spinge la soluzione acida verso il basso fino a svuotare completamente la seconda ampolla, e ciò produce l’arresto della reazione chimica. Se invece o l’idrogeno o l’acido solfidrico prodotti vengono estratti dall’apparecchio, la soluzione di acido cloridrico non scende e la reazione continuerà senza sosta fino a che non si sarà consumata tutta la carica di metallo o di solfuro di ferro  o di solfuro di zinco.

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