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Collezioni

27 febbraio 2010

Le mie “Mini Collezioni” : le Lamette da Barba e la Lamettofilia

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Collezione di Lamette da Barba

Qualunque collezionista sa bene quanto sia difficile spiegare il perchè si sia tanto appassionato a ciò che costituisce l’oggetto della propria raccolta.  

Forse è questione di cromosomi ( come sembra sia stato scoperto di recente ), o forse si tratta di una sorta di malattia…
Qualunque sia il motivo, in breve, ci si ritrova talmente coinvolti da dedicare molto denaro e molto tempo libero alla ricerca, alla catalogazione, allo studio e all’esposizione in bella mostra della propria collezione.  

Nel mio piccolo ho fatto raccolte di un po’ di tutto :  francobolli, monete, chiavi, cavatappi, cartoline ecc…..
Ne ho veramente di tutti i tipi. Non sono delle enormi collezioni….anzi….e proprio per questo le definisco minicollezioni
Ma spesso nelle mie umili collezioni troviamo comunque pezzi rari o quanto meno originali in quanto cerco sempre il più possibile di tralasciare il “comune” o “popolare”.  

 

Tra queste, non potevano mancare di certo Le lamette da barba ( più che altro la bustina che le contiene ) .  

Credo siano uno dei tipi di collezionismo più coinvolgenti, più colorati : quelle illustrazioni un po’ fuori moda, inconsciamente riportano ai tempi dell’infanzia, alle prime raccolte di figurine o francobolli.  

Un’altra delle molle che spingono ad appassionarsi così fortemente a questo genere di collezionismo è sicuramente, come per le cartoline e per i francobolli, anche nella possibilità di dare, attraverso queste piccole ma affascinanti immagini, un’occhiata anticonvenzionale e molto viva alla nostra storia e a personaggi e miti del nostro recente passato, che perdono in questo modo i contorni e i significati a volte tristi e dolorosi (per esempio quelli legati alla guerra) e curiosamente assumono il morbido e variopinto aspetto di un qualche libro illustrato per bambini.  

La storia della lametta come oggetto da collezione ( la lamettofilia )  ha inizio in Italia negli anni Settanta quando Primo Chiminazzo pubblicò su un periodico milanese un articolo nel quale descriveva la propria emozionante scoperta del variopinto mondo delle bustine delle lamette.
Il collezionismo di lamette trovò un terreno fertile in Italia, data la grande abbondanza di ditte produttrici o distributrici, e fu l’inizio di una passione che contagiò tanti collezionisti.  

Ci fu un periodo infatti che, in tutta la Penisola, si diffuse la consuetudine di fare pubblicità alla propria piccola o grande fabbrica anche attraverso gli incarti delle lamette. Qual’era l’uomo che non adoperasse al mattino una lametta per radersi? E quindi quale mezzo migliore per farsi
ricordare ?  

Collezione di Lamette da Barba

 

Ben presto la lamettofilia italiana si estese, coinvolgendo negli scambi dei collezionisti anche Paesi esteri, come Francia, Brasile, Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione Sovietica… In Cecoslovacchia, addirittura, il collezionismo di lamette era già attivo dagli anni Quaranta e in Polonia esisteva persino un Club dei collezionisti del settore, a Varsavia.  

Certo possono sembrare approcci un tantino infantili, ma si tratta comunque dei primi passi del moderno marketing, diventato oggi ben più smaliziato e soffocante. E attraverso le lamette da barba è possibile quindi studiare come si sia evoluta in pochi decenni la proposta pubblicitaria in Italia.  

Oggi alcune immagini ci possono far sorridere, ma per la mentalità dell’epoca doveva essere una mossa dirompente ricorrere all’immagine di qualche affascinante “bellezza” per strappare acquirenti alla concorrenza.  
Un tempo era relativamente facile trovarne, nei vecchi negozietti di paese o nei cassetti del nonno pieni di cianfrusaglie. Oggi non rimane che aggirarsi speranzosi nei mercatini della domenica, pieni di meraviglie sbeccate e polverose. Oppure ci si tuffa nella rete, nuova grande
possibilità per contattare collezionisti in tute le parti del mondo e ritrovare magari il magico pezzo raro, sparito dalla circolazione e finito (chissà perchè) oltre oceano.  

Ecco quindi un saggio di una delle mie numerose mini collezioni :  le lamette da barba.

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  1. Buonasera, vorrei domandarle se dei vecchi attrezzi da barbiere tenuti in buono stato hanno mercato e indicativamente
    che prezzo potrebbero avere ( per esempio dei rasoi del 1937). La ringrazio molto Distinti saluti Grazia Govoni

    Comment by Grazia Govoni — 10 maggio 2010 @ 13:36
  2. Tutti gli attrezzi delle varie professioni hanno mercato, ci sono collezionisti che collezionano solo rasoi, se sono a lama
    con serramanico la stima indicativa oscilla dai 20 ai 50 euro poi bisogna valutare bene il tipo di lama, il materiale del
    manico, (se osso, legno ecc ecc) altri strumenti?? quali?? ognuno ha il suo valore…. Bye Rino

    Comment by Rino — 10 maggio 2010 @ 13:39
  3. buongiorno, mio padre mi ha chiesto cosa può valere un vecchio rasoio Multiplex che ha a casa. Ha una testa di medusa sul manico, si avvita ad una custodia sfaccettata. L’attrezzo mi sembra in argento. Ha soltanto la scritta Multiplex patent ed è a più lame a scalare. grazie mille.

    Comment by Alberto — 8 settembre 2011 @ 13:27
  4. anch’io le collezione ma nn ho capito il senso di tt
    le vuoi vendere?
    fammi sapere
    grazie
    Ermy

    Comment by ermy — 2 febbraio 2013 @ 10:34
  5. Buonasera, sa dirmi se esiste un catalogo illustrato per gli appassionati di collezionismo di lamette da barba? Grazie, cordiali saluti,Rino

    Comment by Rino tognetti — 30 novembre 2014 @ 01:18

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