Non Solo Ferri Vecchi - CONSERVAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA SOCIETA'

Ferri Da Stiro

7 febbraio 2010

Storia del Ferro da Stiro e Ferro ad Alcool

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ascolta con webReader

Ferro Da Stiro ad Alcool

 

Come tutti gli appassionati di Ferri Vecchi, o cose vecchie, o cose antiche,  anche io non ho resistito ed ho, nel mio piccolo, una raccolta di vecchi ferri da stiro.  

I vari mercatini dell’antiquariato o mercatini dell’usato, ne sono pieni. Vecchi ferri da stiro di tutti i tipi ( molti anche riprodotti di recente ) compaiono sulle varie bancherelle.
Ma ho cercato il più possibile di variare modelli. Non tanto per quanto concerne la forma, la grandezza o la decorazione. Ho cercato di trovarne di diversi per il modo in cui venivano usati o alimentati.  

Ho anche fatto qualche piccola ricerca sulla storia del ferro da stiro. 

Che cercherò di riassumere il più possibile: 

Intanto….che cos’è il ferro da stiro ??  

Vecchio Ferro da Stiro ad Alcool

 

Il ferro da stiro è un piccolo elettrodomestico che viene impiegato per rimuovere le pieghe nel tessuto che spesso derivano dal lavaggio in lavatrice.
Sebbene il nome derivi dal materiale con il quale venivano anticamente costruiti, il ferro, le piastre dei moderni ferri da stiro sono costruite prevalentemente di alluminio ed in alcuni casi vengono sottoposte ad un trattamento speciale  per renderle antiaderenti, facilitando così lo scorrimento sui tessuti.  

La stiratura funziona allentando i legami tra le catene di polimeri all’interno delle fibre del materiale. Mentre le molecole vengono riscaldate, le fibre sono sottoposte alla pressione della piastra, che le mantiene in posizione mentre si raffreddano. Alcuni materiali, quale il
cotone, richiedono l’aggiunta di acqua per allentare ulteriormente i legami intermolecolari.  

Negli affreschi delle tombe nella Valle dei Re, vediamo i Faraoni indossare gonnellini fittamente plissettati. La stessa cosa vale per i nobili della civiltà minoica rappresentati in quelli di Santorini nelle Cicladi e così pure le Cariatidi sfoggiano i kitoni, tuniche a pieghe perfette. Da tutti ciò, possiamo quindi affermare che anche i tessuti di 4000 anni fa venivano stirati.  

Gli egiziani usavano un lisciatoio piatto di pietra che veniva passato a freddo sui tessuti immersi in una soluzione di acqua e gomma per formare la plissettatura.  

Vecchio Ferro da Stiro ad Alcool

 

I primi che usarono il calore furono i Cinesi che attaccarono lunghi manici in legno a fornelli detti bruciatori di profumo; erano in bronzo inciso di simboli beneauguranti, dragoni, fiori ecc. portafortuna che dovevano  tutelare dalle inevitabili ustioni. Il manico del ferro da stiro era tanto più prezioso quanto più ricco il possessore. In semplice legno senza pretese o in avorio nelle mani di stiratori al servizio delle famiglie più nobili. Per le stoffe pesanti il ferro veniva riempito di braci mentre per le sete sottili di sabbia calda. Il lavoro non poteva essere compiuto
da una sola persona,  ma bisognava essere in tre: due ai lati che tenevano steso il tessuto, e uno al centro che ci passava su il ferro.  

A Roma 2000 anni fa esistevano i funiculum ( scoperti grazie agli affreschi ritrovati a Pompei ) botteghe-lavanderia dove la stiratura delle pieghe era fatta a freddo con lo stesso metodo degli egizi. 
Solo più tardi vennero usate piastre in bronzo, anche loro munite di lunghi manici come i ferri cinesi, che però venivano riscaldate direttamente sul fuoco.  

Gli esemplari ritrovati dei primi ferri da stiro veri e propri risalgono al XII° secolo, provenienti dal Nord Europa. Questi sono in ferro battuto forgiato a forma di barca per meglio penetrare tra le pieghe dei tessuti. Appartengono alla tipologia di ferri definita “a lastra”, la più antica oltre che la più diffusa e persistente nel tempo. Realizzati dapprima a mano in un unico blocco di ferro ( il manico era un tutt’uno con la piastra ), e presentavano diversi problemi: la difficile levigatura del fondo per renderlo scorrevole (si usava “limare” e poi raffinare con una ruota di grès), la eccessiva diffusione del calore dalla piastra al manico e la necessità di scaldarlo direttamente sul fuoco sporcandolo in tal modo con ceneri e braci.  

Dopo vari tentativi di ovviare soprattutto all’inconveniente del calore al manico saldandolo e dandogli forme diverse. La prima vera innovazione si ebbe solamente nel XV° secolo, quando i ferri a lastra si ottennero con la fusione del metallo colato poi in appositi stampi: in tal modo si
potevano  ottenere forme diverse, più adatte alla difficile stiratura di un abbigliamento sempre più complesso e sofisticato.  

Vecchio Ferro da Stiro ad Alcool

 

L’introduzione dell’uso della ghisa ne facilitò la produzione e abbassò anche i costi di produzione. Si aggiunse inoltre un manico di legno sorretto da due montanti a difesa dal calore. Con questa forma e questi materiali il ferro a lastra continuerà ad essere utilizzato fino alla metà del secolo scorso.  

I ferri venivano messi a scaldare sulla brace del focolare o sul ripiano della cucina a legna. Quando il ferro era bello caldo veniva preso per il manico con uno straccio per non bruciarsi.  

Nel frattempo la ricerca continua, e il ferro da stiro diventa “a cassetta”.
Inizialmente con sponda rilevata intorno da potervi mettere carboni accesi, per conservare il ferro sempre caldo, onde non averlo a ricambiare frequentemente”. Successivamente anche con coperchi e cerniere per poterli aprire e chiudere. I vantaggi erano indubbiamente nella durata maggiore del calore e nella piastra sempre pulita. Ma con il rischio tuttavia di  piccole deflagrazioni interne della brace e conseguente fuoriuscita di piccoli frammenti incandescenti direttamente sui tessuti.  

Arrivarono ulteriori innovazioni quali “camini” per la fuoriuscita delle esalazioni e piccoli mantici al lato opposto allo sfiatatoio per riattizzare i carboni ed aumentarne di conseguenza il calore e ricche decorazioni tali da essere spesso oggetto di dono di nozze. 
Un modello di ferro di cui raccontare è quello solitamente  definito “ad anima” . Risale alla fine del Seicento, anche se questa tipologia si affermerà  soprattutto nel secolo successivo, era chiamato anche con altri termini: a lingua di bue, a lingotto, a mattone, a supposta, ecc.. Rappresenta il tentavo di dare una risposta alle tante esigenze della stiratura e di risolvere i vari inconvenienti dei precedenti modelli. E’ un ferro da stiro a doppio fondo, in cui era possibile introdurre una lastra di metallo infuocato per conservare e diffondere il calore. Aveva dimensioni ridotte rispetto al ferro a cassetta, le forme potevano essere svariate a seconda delle necessità di stiratura,  la sorgente di calore poteva essere facilmente rinnovata e il ferro non era mai “sporco”.  

Il lavoro della stiratura avveniva sotto la guida del maestro-sarto e ed era proprio alle donne ache erano riservati i riservati i compiti più umili e noiosi tra cui la stiratura stessa.  

Nel frattempo vennero posti in commercio ferri riscaldati con svariati combustibili nel tentativo di risolvere i problemi legati alle braci. Siamo passati per l’alcool e il petrolio, per mezzo dei quali si alimentava una fiamma che riscaldava continuamene la piastra stirante. Si provò
anache con l’acqua calda, poi con le tavolette di Meta, un combustibile sintetico usato dai soldati in trincea per scaldare il rancio.  

Nell’800 negli USA comparve l’illuminazione a gas e così si crearono dei ferri da collegare direttamente al casalingo tubo del gas…. con innumerevoli esplosioni che si preferì tornare ai vecchi ferri battuti pieni di carbonella.
Nel 1891 tal Henry Seeley brevettò l’Electric Flat Iron, il primo ferro con piastra che si scaldava elettricamente: l’idea era geniale ma non ebbe immediato  successo visto che quel coso pesava quasi 7 kg e stirare diventava assai più faticosa del solito. Però, perfezionata pian piano 
l’invenzione sostituendo materiali pesanti e ingranaggi interni troppo ingombranti, i ferri elettrici divennero d’uso comune.  

Nel 1926 a New York nacque Eldec il primo ferro a vapore ; ma anche lui all’inizio era talmente grosso e ingombrante, da venir utilizzato solo nelle lavanderie professionali.  

Solo negli anni ‘60, anche le casalinghe con i nuovi modelli molto più piccoli inizieranno ad apprezzare le doti del un nuovo modo di stirare con il vapore, straordinariamente efficace nell’appiattire all’istante anche le pieghe più difficili su tutti i tipi di tessuto.  

Vecchio Ferro da Stiro ad Alcool

 

Il modello quindi delle foto è uno di quei modelli ad alcool. Con questo combustibile si alimentava una fiamma che riscaldava continuamene la piastra stirante. Tramite un vite  di registrazione si aumenta o si diminuisce la mandata di combustibile mentre con l’altra vite di regolazione si registra e si  ottimizza il flusso d’aria per una migliore combustione.  

Un po’ di foto…..:
.

Print Friendly, PDF & Email

Leave a comment

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

You can use these XHTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.