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19 marzo 2010

Antiche manette a catenella ex dotazione delle Forze dell’Ordine

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Antiche manettea catenella

Antiche manette a catenella, ex dotazione delle forze dell’ordine dalla fine del 1800 a circa 30-40 anni orsono, complete di lucchetto e chiave.

Le manette sono uno dei mezzi di coercizione fisica, e rappresentano lo strumento finalizzato ad immobilizzare quei soggetti che sono potenzialmente od effettivamente aggressivi e pericolosi.

Non esiste legge o regolamento che indichi quando è opportuno o meno l’utilizzo delle stesse ma è l’interpretazione dell’agente operante l’elemento che innesca il processo della limitazione della libertà personale.
Già comunque nei regolamenti del 1911 dei Carabinieri ora non più in vigore si fanno notare i riguardi dovuti all’umanità !

Generalmente sono formate da due semi-strutture di forma ovoidale, collegate da una catena o da una sorta di cardine. Ciascuna semi-struttura ha un elemento rotante che si innesta su un settore dentato al fine di agganciare stabilmente ed in modo rapido e pratico il polso della persona. Senza chiave, il soggetto “vincolato” non riesce ad allontanare le mani una dall’altra per più che pochi centimetri, rendendo difficoltosa,

Antiche manettea catenella


se non impossibile, ogni operazione manuale.
Questo oggetto è normalmente impiegato dalle forze di polizia per impedire che i sospetti fermati si sottraggano all’arresto.

Le manette derivano dai ceppi in ferro che fin dall’antichità l’uomo ha usato per bloccare le armi più terribili dei propri nemici : le mani.

Ma contrariamente a quanto si possa pensare l’utilizzo di meccanismi per il bloccaccio di polsi e caviglie e una cosa relativamente recente.

La loro prima comparsa ufficiale risale alla guerra di secessione americana, anche se prima di allora le persone che venivano recluse o schiavizzate venivano legate con catene e lucchetti facendo risalire il loro uso fin nell’antichità ( gia i romani e i greci utilizzavano questi metodi per esempio per incatenare gli schiavi nelle stive delle navi ai remi ).

Antiche manettea catenella

Se fino a qualche secolo fa esse erano esclusivamente robusti anelli di ferro chiusi senza serratura ma saldandoli intorno ai polsi, con l’avvicinarsi ai nostri tempi le tecniche di costruzione ed utilizzo sono andate affinandosi rendendo molto più confortevole indossarle ma soprattutto trasportarle e applicarle.

Immaginate infatti la complessità di utilizzo dei primitivi ceppi : per bloccarli era necessaria una officina di fabbro per surriscaldare il “piolo” che, raffreddandosi, le bloccava. Essi erano inoltre pesanti e per portarsene un certo numero appresso era necessario l’uso di un carro. Le manette dell’epoca erano sostanzialmente utilizzate solo nelle prigioni e l’immobilizzazione all’esterno avveniva utilizzando solamente corde.

Col passare dei secoli e la necessità di disporre di “immobilizzatori” efficienti, leggeri e comodi da applicare in qualsiasi situazione nacquero le prime vere manette con la serratura.

Inizialmente la serratura era null’altro che una vite con una chiave particolare (sul modello dei dadi che bloccano i cerchioni delle automobili e non e non sono svitabili senza una chiave particolare).
Soltanto nel diciannovesimo secolo cominciarono ad apparire le prime chiavi di bloccaggio standard e il sistema di chiusura che poteva essere calibrato al polso del soggetto da immobilizzare.

Antiche manettea catenella

La manetta moderna è ovviamente fatta in metallo (ma ne esistono alcuni modelli in teflon), di peso contenuto (pochi centinaia di grammi) con gli anelli serrapolsi regolabili e dotata di chiave universale dal doppio uso :
sblocco della serratura principale degli anelli e blocco del cosiddetto double-lock ovvero quel meccanismo che impedisce agli anelli di continuare a serrarsi intorno ai polsi una volta che siano stati agganciati.

Normalmente i due anelli sono uniti tra di loro da una catena molto corta ma alcuni modelli prevedono solamente tre catene lunghe appena un anello o addirittura una sbarretta di metallo, questo ovviamente costringe i polsi a rimanere pressoché paralleli fra di loro e quindi in una posizione molto più scomoda.

Siccome le manette moderne si stringono attorno al polso in maniera progressiva per adattarsi ad ogni anatomia bisogna evitare che questa stretta prosegua oltre il giusto provocando danni ai polsi del soggetto bloccato, far sdraiare supina una persona ammanettata ma anche semplicemente l’agitazione o la voglia di “ribellarsi” può provocare questo inconveniente, ecco perché sono assolutamente sconsigliabili manette che non adottino tale meccanismo precauzionale (solitamente quelle di basso costo).

Come tanti oggetti di restringimento ( normalmente cosi vengono definite in quanto impediscono la libertà di movimento ) possono essere usate per legare non solo i due polsi ( o le due caviglie ) fra loro ma anche per legare un solo polso ad un altro oggetto: gambe  del tavolo, spalliera del letto, calorifero, poggiatesta della macchina, alberi o rami vari.

Le manette senza chiavi si aprono con estrema difficoltà (sono costruite apposta) quindi le chiavi vanno tenute con estrema cura, ogni paio dovrebbe averne obbligatoriamente due (meglio ancora se di
più).

Antiche manettea catenella

L’uso :
– Le manette vanno applicate fra il polso e la mano, non sull’avambraccio e non prima del polso.
– Una volte applicate fatele ruotare..non devono essere troppo strette per non causare danni.
– Assicurarsi che le manette siano chiuse e bloccarle con l’ausilio della chiave in modo da non permettere un’ulteriore restringimento.
– Non applicare mai se non si hanno le chiavi a portata di mano, in caso di problemi liberare immediatamente la persona e rassicurarla.
– Non utilizzare mai per sospendere una persona o anche solo esercitare una trazione su di esse.
– Non lasciare mai la persona da sola, essere sempre certi della sua salute e controllate spesso che non vi siano segni di cattiva circolazione sanguinea. ( basta guardare che le unghie e le dita delle mani non prendano un colore bluastro )

Passiamo ad affrontare un altro argomento : come usarle.

Secondo una guida , esistono 3 casistiche operatifve di messa in sicurezza con le manette di un soggetto :
Soggetto consenziente :
In questo caso non vi saranno problemi particolari, basterà intimare al soggetto di voltarsi porgendoci le spalle, dopodichè si chiedera alla persona di portare le mani dietro la schiena, unendole ad altezza appena superiore ai reni. Una volta effettuata tale manovra si
procederà ad ammanettare con la mano forte prima un polso e poi, trattenendo sempre lo strumento nella stessa mano, ammanettare l’altro polso. E’ sconsigliato ammanettare un soggetto frontalmente, in quanto, in caso di repentina reazione le manette potrebbero essere usate come un oggetto contundente nei danni dell’agente.

Soggeto non consenziente con comportamento passivo :
Quando il nostro antagonista non abbia intenzione di collaborare, nonostante non faccia resistenza attiva, dovremo portare la persona vicino ad un qualsiasi punto di appoggio solido, per esempio un muro o la fiancata del proprio veicolo di servizio; faremo assumere al soggetto la seguente posizione: rivolto con il volto all’appoggio e le spalle a noi con il corpo a circa cinquanta centimetri o più a seconda dell’altezza, dall’appoggio, le gambe divaricate ben oltre la larghezza delle spalle. Faremo appoggiare le mani al sostegno con le
braccia distese ed allargate verso l’alto, in modo che la persona sia sbilanciata in avanti e non possa mantenere l’equilibrio nel caso in cui cerchi di spostare un arto. A questo punto con la mano forte bloccheremo un polso con la manetta, portando il braccio dietro la
schiena. Porteremo l’altro braccio dietro le spalle bloccando con la manetta libera.

Soggetto non consenziente con comportamento reattivo :
Questo è il caso più complesso da affrontare, varia a seconda della situazione e della differenza di corporatura tra agente e soggetto reattivo. E’ sempre e comunque consigliabile affrontare tale evenienza in due o più agenti. In questo caso una volta raggiunto il soggetto
cercheremo di bloccarlo in modo idoneo a non provocare danni fisici all’interessato e gli agenti operanti.

Antiche manettea catenella

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  1. salve , sono un Collezzionista, potre chiederle il costo di questo cimelio? cordialmente saluto.

    Comment by Gennaro — 15 aprile 2010 @ 22:03
  2. Stima del valore (non costo) (lucchetto con chiave circa 20 Euro ) (catenella 25 -35 Euro )(completo dai 40 ai 60 Euro) Salutoni
    e buona collezione… Rino (collega collezionista)

    Comment by Rino — 16 aprile 2010 @ 23:42
  3. sono in vendita a quanto comprese le spese di spedizione?

    Comment by arturo — 25 settembre 2013 @ 17:23
  4. Complimenti per la spiegazione.
    Chiara ed esatta!
    Ho un ogetto misterioso e vorrei proporlo agli esperti.
    Come posso fare?

    Comment by Beylerbey67 — 26 aprile 2015 @ 16:22

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