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1 giugno 2010

Antica Imbottigliatrice La Meilleure by B.F.Paris e come si imbottiglia il vino

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Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Abbiamo già parlato del sughero e dei tappi di sughero ( Vedi post ).  

E anche della mia mini collezione di cavatappi o levaturaccioli e della loro storia ( Vedi Post ).

Non resta che parlare di come si imbottiglia il vino. 

In casa ho questo oggetto che tengo in cucina, e spesso mi torna utile per ritappare qualche bottiglia non bevuta fino in fondo… 

Si tratta di una vecchia imbottigliatrice francese, rara, marcata “La Meilleure by B.F. (Paris Floor)” risalente al 1925. 

È fatta tutto in ferro massiccio con raccordi in ottone e manico in legno. La sua vernice originale è verde ed è funzionante. La scritta in rilievo : LA MEILLEURE BTLE SGDG (Sans garantie du governo, cioè senza garanzia dello Stato, una menzione dello stato giuridico liberando da ogni responsabilità per il corretto funzionamento del dispositivo) . La ciotola in ferro sulla base è per contenere i tappi di sughero da utilizzare. Si legge: “Echanner les bouchons” . 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Misura circa 110 Cm Altezza – 57 Cm Larghezza – 36 Profondità. 

Ma chi di voi imbottiglia ancora il proprio vino ? Chi ha ancora questa passione ? 

Il vino in damigiana è una tradizione da non perdere. 

Damigiana non è sinonimo di bassa qualità, ma un modo di bere quotidiano che consente un risparmio notevole, e di fare una scorta dei nostri vini preferiti. 

Ma la damigiana è un buon contenitore per un periodo di tempo relativamente corto, quindi non lasciate il vino nelle damigiane più del necessario. 

Se state muovendo i vostri primi passi nell’imbottigliamento del vino comprato in damigiana, ecco qualche utile consiglio ( anche se in molti potrebbero darne a me…..visto che non sono un grandissimo intenditore….). 

L´imbottigliamento dei vini è la fase finale di tutte le lavorazioni che essi subiscono. E´ un´operazione fondamentale per consentire al vino di continuare e poter concludere quel processo iniziato con la maturazione nei vasi vinari. E dopo il riposo in
botte, o recipienti adatti, arriva il momento dell’imbottigliamento. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Infatti, mentre nei fusti di legno prevalgono i processi ossidativi, nelle bottiglie avvengono processi essenzialmente riduttivi. E´ proprio in questa fase che gli elementi del vino e le caratteristiche organolettiche, si affinano ulteriormente così da fornire quei meravigliosi bouquet che conferiscono pregio e prestigio ineguagliabile a molti vini di qualità. 

Una volta ottenuto il vino, quindi, non tutto il lavoro è finito poiché evolve cambiando di colore, sapore, profumo a seconda della fase del ciclo in cui si trova; colore e sapore sono strettamente congiunti.
Le fasi del ciclo sono cinque: all’inizio il vino è “acerbo”, poi è “giovane”, quindi è “pronto”, dopo di che è “invecchiato” ed infine è “vecchio”. Tale ciclo non ha stessa durata per tutti i vini ma esso varia da un periodo minimo 

 

di alcuni mesi fino ad abbracciare molti anni. 

Quando il vino invecchia subisce la fermentazione malolattica, fatta dai batteri lattici, e di conseguenza la sua acidità totale cala. Il vino invecchiato (in cui l’acido malico si è trasformato in acido lattico e anidride carbonica) risulta più morbido. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Fino ad oggi i contenitori in vetro si sono dimostrati i più idonei per la conservazione del vino, soprattutto per lunghi periodi. 

Le caratteristiche più importanti delle bottiglie in vetro sono: l´assenza di odori e l´impermeabilità ai gas e ai liquidi.
Le bottiglie comunemente usate si dividono in due categorie:
– con l´imboccatura a corona per i vini da pasto
– con l´imboccatura a sughero per vini pregiati
Il colore del vetro è molto importante per la conservazione del vino, che è in funzione dell´assorbimento della luce.
Vengono fabbricate bottiglie di colore mezzo bianco, verde, ambra o di colore scuro. Una bottiglia di colore bianco rende più attraente un vino bianco o rosato, è però inadatta a proteggerlo dalle radiazioni luminose. Direi quindi che l’ideale è vetro chiaro per i
bianchi e di vetro scuro per i rossi.
 

Scelta e lavaggio delle bottiglie
Questa lavorazione consente di assicurare l´igienicità dei contenitori e di garantire la buona presentazione del vino. Pulire molto bene le bottiglie il giorno prima dell’imbottigliamento, lasciandole asciugare in posizione capovolta (meglio addirittura sterilizzarle).
Basterebbe che vi rimanesse anche una lieve traccia di umidità e farebbe muffa nel vino. Una non perfetta igiene puo’ alterare il naturale processo di maturazione e conservazione del vino. Nelle bottiglie possono verificarsi la “fioretta” o altri fenomeni di rifermentazione o di inibizione della fermentazione. Quindi partendo dall’acquisto del vino assicurati che i recipienti per il trasporto, le bottiglie e gli strumenti da usare per l’imbottigliamento siano ben puliti (usa detergenti specifici, risciacqua abbondantemente).
Non basta, le bottiglie non dovrebbere essere nè troppo fredde nè troppo calde, per evitare bruschi soprassalti alla temperatura del vino, al suo delicato equilibrio organico.
Le bottiglie inoltre dovrebero essere di vetro abbastanza spesso e un consiglio: per non impazzire quando si deve tapparle sceglietele di uguale altezza. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Tralasciando la tappatura con tappi di plastica, con tappi corona a vite o a strappo in uso per i vini da tavola, parleremo solo delle tappature a sughero.
Dei tappi e del sughero e non abbiamo già parlato ampiamente (Vedi Post).
La scelta dei tappi di sughero deve essere molto accurata poiché è da questa che dipende il buon esito di un imbottigliamento. I tappi devono essere di ottima qualità, chiedete consiglio presso la cantina dove acquistate il vino e non lesinate sul prezzo, è la parte più delicata. Meglio se tappi di sughero naturale non di truciolato o agglomerato. Un buon tappo di sughero deve essere di giusta misura in relazione all´imboccatura della bottiglia, deve essere elastico, cedere alla pressione e subito riprendere la primitiva
forma, deve essere esente da concamerazioni cavernose in cui si potrebbero insediare muffe, non deve liberare polvere ed infine non deve presentare gusti ed odori anomali.
Impara a controllare a fondo : se hanno striature visibili, è facile capire che si devono scartare, ma a volte la muffa che darà al vino il classico “sapore di tappo” si è già infiltrata in modo subdolo.
I tappi devono essere inoltre sterilizzati e se non sono paraffinati vanno lubrificati con olio di vaselina per uso enologico. Non ungere mai i tappi con olio normale, che potrebbe facilmente provocare un gusto di rancido. 

Ricorda : un buon tappo è garanzia di buona conservazione. Usa tappi nuovi adeguati al tipo di vino che si desidera imbottigliare. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Quale è il momento giusto per imbottigliare?
Il periodo più indicato per imbottigliare è da gennaio ad aprile, con l’alta pressione, in giornate non umide, serene e senza vento. Se c’è vento, può portare nel vino sentore di mare, troppo salato, oppure altri odori, e in città, quelle terribili
zaffate di gas, di petrolio, che respiriamo così di frequente.
Se c’è umidità, anche questa passa nel vino. Inoltre con il vino assorbirebbe più aria e, arricchendosi molto di ossigeno, invecchierebbe precocemente

Le due settimane successive alla Pasqua solitamente sono un momento buono per imbottigliare (soprattutto i vini di qualità).
Per chi crede all’influenza degli astri, la luna è calante (ma di questo parleremo dopo ). Quello che è certo è che dopo Pasqua l’inverno solitamente è alle spalle, le temperature si alzano, e il vino oramai dovrebbe essere limpido e stabile; quindi, perché
aspettare?
Il freddo dei lunghi mesi invernali ha fatto precipitare sul fondo delle botti i sali di tartarato, riducendo l’acidità pungente del vino nuovo. Anche l’autunno è un buon periodo, dopo che i vini hanno raggiunto un buon livello di maturazione nei vasi vinari.
Tenere il vino nel tino fino a settembre e imbottigliare dopo l’estate con le prime giornate fresche, consentirebbe al vino di svolgere o completare la fermentazione malolattica, nel caso non fosse già accaduto prima, migliorando ulteriormente la sensazione di morbidezza in bocca. Ci sono però alcune controindicazioni :occorrerebbe una cantina vera, un luogo che rimanga fresco anche durante l’estate, non un semplice garage o sgabuzzino.
Quindi non c’è dubbio, i primi caldi sono un periodo quasi obbligatorio per mettere il nostro vino sotto vetro. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Ecco quindi che, nella scelta del giornata per l’imbottigliamento, non rimane che parlare della “Luna”. 

La tradizione popolare insegna che bisogna sempre imbottigliare con la luna calante, altrimenti le bottiglie scoppieranno…. Si tratta ovviamente una tradizione priva di fondamento, ma poco importa. 

Gli esperti ridono di questo…..e forse hanno ragione…. 

Ma la luna influisce su tante cose….. 

Sicuramente la più vistosa, sotto gli occhi di tutti, e non parliamo di tradizione, diceria o credenza, è la marea.
La luna viene tenuta d’occhio anche per la semine degli ortaggi (tenendo presente che nelle specie dove si mangia il seme, esse non hanno neccessità di periodi di luna ).
Secondo la tradizione, influisce sulle nascite…..ricordo quando dovevano nascere i miei figli che tutti dicevano ” el nase tal giorno perchè se fa la luna “.
E c’è anche chi guarda il calendario per decidere quando tagliarsi i capelli al fine di farli ricrescere più o meno velocemente. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Prima di tutto, qualche spiegazione sulle Fasi Lunari e sulla Luna nei Segni Zodiacali che ho recuperato:
Ogni fase lunare (che dura circa una settimana) ha un particolare tipo di energia che influisce sulla natura e sull’essere umano.
Le fasi lunari o Fasi Energetiche della Luna sono 4 e descrivono il diverso aspetto che la Luna mostra durante il suo
moto
, causate dal suo diverso orientamento rispetto al Sole: 

Luna Nuova:
Non è visibile, essendo occultata dalla luce solare, e nei giorni seguenti mostra una esile falce.
Simboleggia la nascita: affiorano le emozioni, intuizione e ricettività hanno un ruolo primario.
L’energia è di forte trasformazione. La capacità di disintossicarsi e di rigenerarsi del corpo e delle natura sono al massimo.
la Luna Nuova è paragonabile al momento del parto, alla nascita di un bambino. Quando un bambino è appena nato, è estremamente ricettivo, sensibilissimo ma non ancora in fase attiva: non cammina, la muscolatura e lo scheletro non lo sorreggono.
Quindi l’energia lunare della Luna Nuova non è un’energia che sorregge una crescita veloce. 

Luna Crescente (o Primo Quarto) :
Mostra un disco parzialmente illuminato.
L’energia è di espansione, di potenziamento, di accumulo di forze, di slancio mentale, di motivazioni importanti e di solido ristabilimento generale, di crescita notevole. E’ come la primavera: la vita riprende, tutto fiorisce e prolifica. Simbolicamente rappresenta la
Dea Fanciulla, al massimo della sua vitalità, mentre impara l’Amore e dispensa ricchi frutti ed energia vitalizzante.
La Luna Crescente è paragonabile a un bambino negli anni dello sviluppo, quando il fisico e la mente sono velocissimi nella crescita, quindi l’energia lunare di quel momento incrementa qualsiasi tipo di crescita e di espansione. 

Luna Piena :
E’ completamente illuminata perché il Sole è in opposizione.
E’ la Luna Adulta, la Dea Madre appagata e soddisfatta, al massimo del suo splendore.
L’energia della fase è di consolidamento. 

Luna Calante (o Ultimo Quarto) :
La frazione illuminata del disco inizia a decrescere.
E’ la Dea Anziana, saggia, consapevole del fatto che si può distruggere per ricostruire.
L’energia della fase è quella che serve all’eliminazione (la potatura dei rami) e alla conservazione dei prodotti della terra. Simboleggia il periodo che serve a distaccarsi da ciò che è inutile per lasciare spazio alla rinascita.
La Luna Calante riduce, ritira, asciuga, diminuisce. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

L’abitudine di seguire le fasi lunari attinge all’antica tradizione contadina di eseguire i lavori nella campagna, dalla semina al raccolto, basandosi sui ritmi della luna, e può riservare piacevoli sorprese anche nel nostro piccolo. L’agricoltura biodinamica adotta
largamente questo principio, per esempio. Di sicuro la scienza ha potuto constatare che gli influssi della luce lunare sono importantissimi per lo sviluppo delle piante e le fasi lunari regolano anche questo aspetto. Pare, ad esempio, che la luce lunare abbia un
potere di penetrazione nel terreno molto superiore a quella dei raggi solari e raggiunga diversi centimetri di profondità, influendo in modo determinante sul processo di germinazione dei semi.
In generale si può dire che: la luna crescente favorisce lo sviluppo vegetale delle piante e i succhi risalgono verso la superficie mentre la luna calante ha l’effetto opposto: i succhi si ritirano verso la radice e la terra è ricettiva. 

Ed ecco quindi le fasi lunari “enologiche” :
Luna nuova (o nera) periodo non consigliabile per lavorare i vini
Primo quarto (gobba a ponente) periodo più favorevole per ottenere vini frizzanti
Luna piena o vecchia (bianca) favorevole per tutte le lavorazioni del vino
Ultimo quarto (gobba a levante) per i vini da invecchiamento e i più dolci
 

In realtà non esistono prove della veridicità di queste credenze, anzi le indagini scientifiche in proposito le smentiscono

E’ più ragionevole considerarlo come un retaggio di superstizioni popolari che attribuivano un significato magico alla Luna legato al suo ciclico crescere e decrescere. Nel caso specifico dei vini, probabilmente per spiegare i motivi di risultati completamente diversi
da un anno all’altro, un tempo, quando non erano neppur pensabili le conoscenze scientifiche e le tecnologie attuali, venivano attribuiti all’influenza positiva o negativa della Luna i risultati della vinificazione in realtà dovuti allo stato microbiologico del prodotto
nel corso della produzione. 

Ma, in fondo, che cosa ci costa stare alla tradizione ed evitare l’imbottigliamento con la luna nuova? Sarà una precauzione inutile ma non dannosa. 

Per i vini frizzanti si consigliano i mesi da febbraio a Maggio : in questo caso si sarebbe buona norma imbottigliare il vino frizzante entro pochi giorni dall’acquisto, se questo non  fosse possibile sarebbe meglio travasare il vino prima di procedere
all’imbottigliamento, in quanto la percentuale di parte zuccherina non disciolta in alcool col passare dei giorni precipita verso il basso e di conseguenza nella stessa damigiana si possono ottenere diverse bottiglie non frizzanti.
Per i vini da invecchiamento, invece, i mesi ideali vanno da Agosto a Novembre.
La scelta tra il mese di Marzo e quello di Settembre, inoltre, dipende dal fatto di voler imbottigliare un vino da consumare entro un anno dalla vendemmia (meglio Marzo) o entro due anni (in tal caso meglio Settembre). 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

E’ consigliato, in tutti i vini, di tenere le bottiglie in piedi e non usare bottiglioni. 

A questo puto, dalla damigiana, che si troverà sul panchetto di legno, si travasa il vino nelle bottiglie adoperando il classico sistema della gomme a sifone. A tappatura ultimata non devono rimanere più di due centimetri di spazio vuoto tra il tappo e
il vino
perché è necessario che nella bottiglia sia presente la giusta quantità di aria per cautelarsi contro i naturali fenomeni di natura ossido-riduttiva che avvengono durante l’affinamento in bottiglia. Per limitare l’ inglobamento di ossigeno bisogna
fare attenzione a non agitare il vino, a fare entrare meno aria possibile nelle bottiglie,
a non lasciare troppo spazio tra tappo e bottiglia, a non effettuare l’imbottigliamento in presenza di vento o spifferi.
Dopo aver messo il vino nelle bottiglie bisogna tapparle immediatamente, perché non entri troppa aria. 

Se imbottigliate vini di diverse qualità munitevi di etichette audoadesive ne occorreranno 72 – 73 per ogni damigiana da 54 lit 

Tenere le bottiglie coricate se possibile, almeno per i primi 15/20 giorni. Lasciare riposare il vino per 30/40 gg. stappandolo in posizione obliqua.
E’ consigliabile, se si può, bere il vino dopo un anno di affinamento in bottiglia. 

E’ molto importante conservare sia le bottiglie che le damigiane in un luogo fresco senza eccessivi sbalzi di temperatura con poca o senza luce, senza odori (benzina, aceto, detersivi, ecc). L’ideale sarebbe una cantina fresca d’estate e non troppo fredda d’inverno. 

Ricordate di tenere sotto controllo l’evoluzione del vino; è divertente e istruttivo vedere come dopo un mese, sei mesi, un anno il vostro prodotto cambia e modifica le sue caratteristiche, se e come si ossida, se migliora o se peggiora, quali sono le sue aspettative di vita. In primavera, quando le temperature raggiungono i 15/18° C. i lieviti naturali contenuti nel vino cominciano a fermentare producendo anidride carbonica e alcool. Il vino si intorbidisce, questo processo può durare anche un mese. Terminata la rifermentazione i lieviti cadono sul fondo della bottiglia, formando un lieve deposito, successivamente il vino diventa limpido, ed è pronto ad essere consumato. 

Di tanto in tanto è consigliabile fare dei controlli sullo stato di conservazione ed evoluzione dei vini custoditi nella cantina in particolare controllando i tappi e il livello del vino nelle bottiglie. Bisognerebbe avere l’accortezza di consumare nei tempi giusti le varie scorte di vino, sapere quando è il momento ottimale per bere un dato vino e quando inizia invece a tramontare. È sconsigliabile tenere vini in cantina per molto tempo soprattutto se bianchi, rosati, spumanti o rossi leggeri, è meglio ridurre a brevi periodi l’intervello di tempo tra acquisto e consumo perché nella maggior parte dei casi i vini che si trovano in commercio sono maturi abbastanza per poterne apprezzare da subito le migliori caratteristiche. Una più lunga permanenza in cantina deve essere riservata solo a particolari vini di corpo che maturano lentamente migliorando a poco a poco le loro caratteristiche evitando però anche qui gli eccessi. Va anche tenuto presente che lo stesso tipo di vino può cambiare da una vendemmia all’altra: è quindi bene tenersi al corrente dell’andamento stagionale delle varie annate anche aggiornandosi con le valutazioni fatte dagli esperti. 

Il vino, essendo un alimento vivo, dovrebbe essere conservato in un ambiente con queste caratteristiche: un’umidità intorno all’80%, una buona aerazione, una stabile temperatura compresa tra i 10° ed i 15°, senza alcun odore, poca luminosità; (da evitare la luce a neon e quella diretta del sole), silenziosità, pavimento di terra battuta o di ghiaia. Ottimo se il locale è un sotterraneo ed ancor meglio se è una caverna scavata nella roccia. La cantina ideale dovrebbe essere orientata a sud se si trova in una zona fredda, a nord se invece è situata in una zona calda. 

Le bottiglie di vino vanno conservate sempre in posizione orizzontale per impedire che il tappo del contenitore, seccandosi, faccia ossidare il vino per le infiltrazioni d’aria

Coricandole orizzontalmente infatti il tappo di sughero si manterrà umido ed aderirà meglio al collo della bottiglia. Il vino non saprà di tappo; a meno che se esso non abbia delle muffe.
Diverso invece è il caso delle bottiglie con tappo sintetico perchè; il problema non sussiste. Da tener presente però che un buon vino ha sempre un tappo in sughero. Vedi post precedente. 

Antica Imbottigliatrice La Meilleure

Naturalmente le bottiglie vanno riposte sui ripiani degli scaffali di legno: sui piani alti i vini rossi, su quelli bassi (più freschi) i bianchi ed i rosati. Occorre inoltre fare attenzione che detti scaffali siano non troppo attaccati al muro per favorire la circolazione dell’aria. Chi non è così fortunato ad avere un simile locale deve accontentarsi di conservare al meglio il vino nel proprio appartamento di città. Prima regola da seguire: il vino non ama nè il troppo caldo nè il troppo freddo.
Forti sbalzi di temperatura possono alterare il vino: se è troppo caldo viene accelerata l’evoluzione organolettica, se invece è troppo freddo avvengono sedimentazioni e cristallizzazioni. Per questo motivo si possono riporre le bottiglie di vino, proteggendole dalla luce (anch’essa infatti può rovinarle), nei ripiani più bassi di un mobile di legno (isolante termico) e coricandole come predetto. Oltre a cattivi odori di solventi e benzine è bene star lontani anche da salami, sopresse e aglio. 

Come più volte ripetuto, il vino è un elemento vivo e come tale soggetto a trasformazioni organolettiche. Come tutti gli esseri viventi è soggetto a malattie, che possono essere curate se preventivamente riconosciute. Di seguito troverete un elenco delle principali malattie causate da batteri, modificazioni microbiche. In generale quando ci troviamo di fronte ad una di queste alterazioni la causa è da imputare alla scarsa attenzione alla igiene degli strumenti e dei locali adibiti alla vinificazione. 

Fioretta (Mycoderma vini): si manifesta con la formazione di un sottile strato bianco o rosa sulla superficie del vino, in seguito diventa sempre più spesso fino a che non si stacca e precipita sul fondo, a questo punto in superficie se ne crea uno
nuovo. Il vino ammalato di fioretta dapprima non si altera troppo, ma poi comincia a prendere quel inconfondibile sapore d’aceto e a perdere la sua gradazione alcolica. La fioretta si sviluppa facilmente in vini esposti all’aria, quindi consiglio di tenere i contenitori sempre pieni all’orlo oppure dotarli di tappi colmatori. La terapia più comune per il vino colpito da fioretta è di filtrarlo e travasarlo in una botte pulita e solfitata. Prima però bisognerà staccare il velo di fioretta superficiale in modo da lasciarlo sul fondo della botte. Se
il vino fosse già in bottiglia l’unica rimedio è consumarlo entro brevissimo tempo. 

Acescenza (Bacterium aceti): è la malattia più diffusa e pericolosa, infatti, se diagnosticata in fase avanzata, ha effetti irreversibili, in altre parole non ci sono rimedi. Si presenta come uno strato bianco-grigio sulla superficie del vino di odore acetoso. In seguito lo strato precipita sul fondo e incomincia a dare odore e sapore di aceto e a schiarire. Per prevenire tale malattia bisogna come sempre attenersi a tutte le norme di igiene, avendo cura di scartare in vendemmia tutti i grappoli marci e acetosi. 

Girato: tipico malattia dei vini di climi caldi e poco alcolici (<12°), prodotti da uve non sane. Si manifesta con un progressivo intorbidimento del vino, che rende distinguibile una parte più densa, che successivamente precipita sul fondo. Per prevenire questa malattia causata da batteri lattici è bene effettuare un numero discreto di travasi. Se scoperta per tempo si può tentare di filtrare il vino e solfitarlo con 5-10 g/hl di anidride solforosa. 

Filante : malattia tipica dei vini bianchi e giovani in bottiglia, il vino diventa meno brillante e più oleoso. Se il vino è già in bottiglia il difetto può regredire spontaneamente, le sostanze alteranti precipitano sul fondo. 

Guarda il video dell’imbottigliatrice “In Azione” : 

 

Alterazioni chimico fisiche: Il vino può diventare torbido e cambiare di colore se viene a contatto con metalli o con prodotti a contenuto ferroso, rameico e fosforoso. 

Alterazioni del gusto e dell’odore: queste sono causate dalla non osservanza delle norme igieniche. E’ fondamentale la pulizia periodica di botti, damigiane, contenitori, tubi, inoltre nei locali delle vinificazione e nelle cantine non vi deve essere la presenza di motori a scoppio (moto, auto, taniche di benzina, gasolio e vernici).

Infine ricordate c he l’imbottigliamento, come la vendemmia, è bene che sia un divertimento, una festa che coinvolge la famiglia, soprattutto i più piccoli, solitamente ansiosi di soffiare nel sifone della cantabrina o di azionare la tappatrice, o semplicemente di rubare il primo sorso a una bottiglia. 

Un’ultima cosa…. 

Un elemento fondale in tutta l’operazione è la presenza di uno o più amici… in tal caso, a fine operazione, il confronto tra i litri totali della/e damigiana/e e i litri contenuti all’interno di tutte le bottiglie tappate misteriosamenta darà dei
risultati diversi
…. questo avviene sia con la luna vecchia che la nuova….. 

scienza e mogli stanno ancora studiandone i motivi…

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  1. buona sera, sono rimasto stupito di aver visto quel’imbottigliatrice di marca francese,anche perche’ ne ho una quasi uguale forse piu’ vecchia e funzionante di marca CF non so’ da dove possa arrivare e ne anche il valore,anzi se potessimo metterci in contatto per scambiarci alcune foto, visto che mela chiedono spesso, non mi dispiacerebbe sapere qualcosa in piu sul mio oggetto,visto la sua conoscenza in materia. grazie buona sera

    Comment by LUCIO — 25 ottobre 2011 @ 20:40
  2. salve anch’io sono in possesso di questa im bottigliatrice ma la mia risalente al 1923,lei conosce il valore di mercato di questo affascinante atrezzo????

    Comment by keoma bigon — 21 maggio 2013 @ 18:54

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