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Archive for the ‘Oggetti Vari’ Category

Oggetti Vari

15 aprile 2010

Electro-Psychrometre o Psicrometro e temperatura di rugiada

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Psicrometro

Un giorno, girando per un mercatino dell’antiquariato, mi sono imbattuto in questo strano strumento :
Electro-Psychrometre. Prodotto dalla S.A.P. Systeme Eicken – Brevettato. 

Le mie conoscenze di francese non mi sono state particolarmente d’aiuto…. e così ho dovuto documentarmi un po’….e internet mi ha aiutato molto. 

A dire il vero, inizialmente la parte iniziale della parola Psychro, mi ha tratto un po’ in inganno… ed ho anche pensato che fosse qualche strano strumento per misurare quanto ero matto

Ma dopo una attenta analisi dell’oggetto, ho visto che i numeri della scala andavano da 1 a 100 e sulle tabelle veniva riportato il simbolo H2O

Lo psicrometro è uno dei più semplici e diffusi strumenti per la misura della umidità dell’aria

Esso consiste in due termometri a mercurio, uno a bulbo secco che misura la temperatura dell’aria e l’altro a bulbo umido ovvero con il bulbo a contatto con una garza bagnata e quindi misura una temperatura inferiore a causa del calore assorbito dall’evaporazione dell’acqua. Quando il termometro con il bulbo avvolto nella garza bagnata viene efficacemente ventilato, la temperatura segnata comincia a diminuire fino ad un certo punto e cioè fino al momento in cui l’evaporazione dell’acqua cessa.
La temperatura così raggiunta è detta temperatura del termometro bagnato

La diminuzione della temperatura è causata dall’evaporazione dell’acqua contenuta nella garza che avvolge il bulbo. Ora l’entità dell’evaporazione è in relazione alla quantità di vapore contenuto nell’aria circostante. Quando l’aria circostante è satura l’acqua della garza cesserà 

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11 marzo 2010

Il binocolo da teatro e la storia del teatro

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Antico Binocolo da Teatro

Il binocolo è il più versatile strumento ottico per la visione binoculare e dall’uso più diretto.
E’ formato da un sistema di due cannocchiali o telescopi accoppiati, perfettamente paralleli per ottenere una visione binoculare che restituisce una porzione ingrandita dello spazio in direzione del quale è puntato l’oggetto.  

Il termine binocolo deriva appunto dal latino binoculus, “due occhi”, e fa ovviamente riferimento alla possibilità di utilizzare entrambi gli occhi per lo strumento ed è questa la principale differenza rispetto al telescopio o al cannocchiale, il cui funzionamento è invece regolato sull’utilizzo di un solo occhio, dunque meno comodi ed ergonomici.  

Possono essere a rifrazione o prismatici.
Nella parte anteriore di ciascun cannocchiale c’è l’obiettivo, una lente che raccoglie la luce, in quella posteriore c’è l’oculare, una lente più piccola che serve per ingrandire l’immagine.
I binocoli a rifrazione o da teatro hanno obiettivi di circa 2,5 centimetri di diametro e ingrandiscono le immagini mediamente fino a tre volte.
I prismatici hanno obiettivi più grandi e permettono ingrandimenti superiori. Esistono in commercio due categorie che si differenziano per il sistema di costruzione: i tradizionali e classici binocoli con prismi di Porro (dal nome dell’inventore, il fisico italiano Ignazio Porro) e quelli con prismi a tetto. Difatti un binocolo fornito di sole lenti darebbe immagini capovolte. Per ‘raddrizzarle’ vengono 

Antico Binocolo da Teatro

 

usati dei sistemi di inversione costituiti da prismi.
I binocoli con prismi di Porro hanno la consueta forma allargata e complessità di costruzione più semplice, mentre i binocoli con prismi a tetto,dalla forma diritta e compatta, con gli oculari allineati con gli obiettivi, sono più complessi e richiedono livelli (more…)

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19 febbraio 2010

Antico Acchiappamosche in Vetro o Moschera o Ciapamosche

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Antico Acchiappamosche o Moschera

 

La presenza delle mosche si è drasticamente ridotta nei piccoli e grandi centri con la trasformazione della societa agricola e quella industriale. Oggi mucche, pecore, capre e galline non attirano più massicciamente questi fastidiosi insetti ( anche se ben rimpiazzati dalle zanzare ) in quanto confinate nelle campagne. Ma tanti anni fa non era così.  

La battaglia quotidiana contro le mosche aveva quasi il sapore di un corpo a corpo, con mezzi semplici e non meccanici.

In alternativa alla ripugnante carta moschicida, spesso appesa ben in vista nei punti strategici dell’abitazione, c’era l’acchiappamosche in vetro, o “moschèra” o “ciapamosche”.  

Questo era un oggetto di vetro (quello della foto risale all’800 ), di forma panciuta, con parte inferiore concava, poggiante su 3 piedini.  

Antico Acchiappamosche o Moschera

 

Posta al centro del tavolo con acqua mielata, acetata o zuccherata, ( sia all’inteno della bottiglia e/o su un piattino subito sotto la sua apertura sul fondo ) e tappata con il proprio tappo. Mosche e altri insetti venivano attirati dai profumi e quando se ne volavano via entravano nella bottiglia. Non trovando l’uscita venivano così catturati (more…)

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10 febbraio 2010

Apparecchio di Kipp Petrus e provette di laboratorio

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Apparecchio di Kipp Petrus

La chimica deriva il suo nome dal francese “chimie“, traduzione letterale di “alchimia“, a sua volta derivata dalla parola araba che indica la pietra filosofale, leggendario materiale che si diceva capace di tramutare i metalli in oro; proprio la vana ricerca di questa chimerica sostanza portò alla nascita della chimica come scienza.

La chimica mi ha sempre interessato. E’ affascinante vedere un laboratorio, tutte quelle ampolle, quelle strane sostanze di vari colori che bollono e fumano.  

Così di mercatino in mercatino, sono riuscito a fare una piccola raccolta di materiale utile per esperienze di termodinamica, chimica ed elettrochimica.  

Non che aspiri a diventare un piccolo chimico ! Non ne ho le conoscenze.  

Lo strumento nelle foto è detto “Apparecchio di Kipp” dal nome del chimico olandese Kipp Petrus Jacobus (1808 – 1864), e permette di ricavare  in gran quantità (ma in modo perfettamente regolabile) i gas che si sviluppano sfruttando
un’opportuna reazione chimica tra una soluzione acquosa acida e un solido insolubile. In pratica viene usato soprattutto per ottenere idrogeno o acido solfidrico.  

Apparecchio di Kipp Petrus

L’apparecchio di Kipp è formato da tre ampolle; la seconda e la terza dall’alto sono in comunicazione tra di loro, così come la prima e la terza. Se si vuole ottenere idrogeno gassoso, nella seconda vengono inseriti dei grani di zinco o ferro, mentre nella (more…)

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6 febbraio 2010

Vecchio Scaldavivande per bambini

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Vecchio Scaldavivande per Bambini

Se non ricordo male, ho trovato questo vecchio scaldavivande per bambini al mercatino di Gorizia, “La Soffitta in Piazza”.  

Vecchio ( qualcuno me l’ha datato fine 800 ), e per questo inusuale, veniva usato per scaldare i tenere caldi cibi e pappette per bambini.  

Si usava mettndo dell’acqua molto calda all’interno del tappo per riempire il fondo sotto il piatto stesso e così poter mantenere calde le pietanze. Completo di tappo e funzionante con decorazione.  

Lo usavano particolarmente i signori benestanti , e per bambini capricciosi, che venivano imboccati spesso dalla tata. 
Tra una cucchiaiata e l’altra, senza il lo scaldavivande il cibo si raffredava.  

Molto simile agli attuali in plastica per tenere calde le pappette e le minestrine dei bambini.  

Di ceramica e metallo ( e in più punti ruggine ), ora non lo si utilizzarebbe mai per i bambini. Molto più sicuri quelli attuali in altri materiali.  

Vecchio Scaldavivande per Bambini

 

Quindi, anche se difficili a dirsi, lo si può considerare l’antenato degli attuali di famose marche quali Bebe Confort, Chicco, Foppapedretti ecc.  

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21 gennaio 2010

Pila di Grenet

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Pila di Grenet

Pila a bicromato di potassio, ideata dal tedesco Johann Christian Poggendorff (1796-1877) nel 1842, porta il nome di Grenet che nel 1856 le diede la disposizione che poi ha conservato. 

 

Con questa invenzione si sostituisce l’acido nitrico (presente nel  la antecedente pila di Grove-Bunsen) con l’acido cromico, evitando in tal modo l’inconveniente dello sviluppo di vapori nitrosi. 

È costituita da un recipiente di vetro che ha la forma di una bottiglia sferica a collo largo e alto ed è riempita, per circa metà della sua capienza, con un liquido che, secondo le prescrizioni di Poggendorff, si ottiene sciogliendo, in 100 parti in peso d’acqua distillata, 17 parti di bicromato di potassio in polvere e poi 22 di acido solforico.
Secondo Grenet invece le percentuali in peso devono essere rispettivamente: 100, 10 e 30; ma molte altre composizioni sono state suggerite e usate.
L’acido solforico è il liquido attivo, la cui reazione con lo zinco fornisce l’energia necessaria al funzionamento della pila, il bicromato di potassio è l’ossidante che agisce come depolarizzante. 

Si tratta di un dispositivo ad un solo conduttore di seconda classe, cioè di una pila in  cui la soluzione elettrolitica è una sola, come accade nella pila di Volta (Vecchie pile a colonna) e nelle pile che ne sono un’evoluzione migliorativa (pila a trogoli, di Wollaston e Münch). 

È una pila irreversibile per correnti piuttosto forti e di breve durata. 

Pila di Grenet

Nella bottiglia, contenente una soluzione acquosa di bicromato di potassio con acido solforico e bicromato (more…)

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11 gennaio 2010

Tubo Radiogeno

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Tubo "Radiogeno" o "Raggi X"

Ecco un articolo “strano”….interessante.   

Può sembrare una ampolla, un contenitore usato in qualche laboratorio chimico…per chissà quale trasformazione chimica.   

In realtà si tratta di un “tubo radiogeno” o “tubo a raggi X”  o Lampada per macchina a Raggi X .    

Trattasi di una tipologia di valvola termoionica destinata alla produzione di raggi X.   

La scoperta dei raggi X avvenne nel 1895 ad opera del fisico tedesco Wilhelm Conrad Roentgen.   

I raggi scoperti da Roentgen presentavano le seguenti caratteristiche:
– erano in grado di attraversare i corpi opachi alla luce
– potevano determinare la comparsa di  una debole luce blu-verde (“fluorescenza”) in alcuni minerali
– potevano impressionare le lastre fotografiche   

Combinando la capacità di attraversare i corpi opachi alla luce e quella di impressionare le lastre fotografiche, Roentgen ebbe la geniale intuizione di provare a vedere che cosa succedeva, se tra la sorgente dei raggi X e una lastra fotografica, si interponeva un oggetto.   

La valvola termoionica (o tubo a vuoto) è stato il primo componente elettronico attivo realizzato dall’uomo. Per attivo,si intende un componente che, grazie ad  una fonte esterna di energia, è in grado di innalzare la potenza di un segnale posto al suo ingresso.
Il suo funzionamento di massima è semplice; la corrente passa fra due elettrodi: l’anodo ed il catodo, a seconda della tensione a cui sono posti e a seconda della tensione (more…)

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