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Attrezzi

12 novembre 2010

Antico “raschio” o “rampin” da pozzo….i pozzi…la rabdomanzia

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Antico Raschio o Rampin da Pozzo

L’oggetto di oggi, è un antico attrezzo del 1700/1800 in ferro battuto chiamato anche  “raschio” o “rampin” da pozzo

Veniva così chiamato perchè serviva a recuperare i secchi dei pozzi d’acqua.
E’ costituito da vari uncini e veniva calato in un pozzo per recuperare i secchi caduti in acqua che si sganciavano dal gancio ( a sua volta legato ad una corda ) e che con l’aiuto di una carrucola venivano issati in superficie. 

A volte il recupero era semplice.. ma a volte complicato, e pertanto si usavano questi attrezzi di varie forme e con più o meno ganci per il recupero. 

Ai nostri tempi nessuno si preoccupa più da dove viene l’acqua… e i più giovani non sanno quanto fosse difficile una volta averla, andarla a prendere presso il fiume, il ruscello o il fosso.
Spesso non era a portata di mano (ricordate gli acquaioli ? vedi Post ), così si costruivano i pozzi. 
Oggi si confonde il pozzo con la struttura esterna in superficie. Ma non è corretto. 

Il termine pozzo indica, in generale, una struttura artificiale, solitamente di forma circolare e di dimensioni variabili da caso a caso, da cui, in genere, si estrae dal sottosuolo l’acqua delle falde, che possono essere freatiche oppure artesiane, a seconda che il flusso dell’acqua che le permea sia “a pelo libero” oppure “in pressione“. In dipendenza dell’uno o dell’altro caso  anche il pozzo si definisce freatico oppure artesiano.
Nel gergo comune con pozzo freatico si intende il classico pozzo di grande diametro rivestito in pietra o mattoni che spesso si ritrova nei cortili delle case di campagna o nei chiostri dei conventi. Vengono comunemente chiamati pozzi freatici anche i pozzi di grande diametro realizzati con anelli di calcestruzzo, che possono essere considerati la versione moderna del vecchio pozzo da campagna.
Con l’espressione pozzo artesiano si intende invece il pozzo profondo e di piccolo diametro scavato con una trivella, montata usualmente su un camion attrezzato o su un mezzo cingolato semovente. 

Questa classificazione utilizzata nel gergo comune non è corretta da un punto di vista idrogeologico.
 Tecnicamente infatti le espressioni pozzo artesiano e pozzo freatico prescindono dalle modalità costruttive dell’opera, dal diametro e dalla profondità della perforazione ma dipendono unicamente dalle caratteristiche dell’acquifero intercettato. 

Antico Raschio o Rampin da Pozzo

 

In particolare un pozzo è freatico o artesiano se l’acquifero in cui è perforato si trova in condizioni freatiche o artesiane. 

Se l’acqua che penetra nel terreno si arresta e si accumula su uno strato impermeabile, dà origine ad una falda acquifera. Se interessa il terreno prossimo alla  superficie, alimentata direttamente dalle acque delle piogge, dello scioglimento delle nevi e dei ghiacci o dalle infiltrazione dai corsi d’acqua sovrastanti, è detta falda freatica.
Se interessa zone situate sotto lo strato impermeabile, è detta falda profonda; se questa è contenuta  è contenuta fra due strati impermeabili, la sua superficie “batte” contro quello superiore; essa è detta falda artesiana ed è in pressione, come in una condotta forzata.
Le acque e i pozzi freatici o artesiani sono rispettivamente derivati dalle falde freatiche ed artesiane. 

Nei pozzi freatici l’acqua, unicamente sottoposta alla pressione atmosferica, giunge (more…)

Rame

8 gennaio 2010

Recipiente Veneziano in Rame per l’Acqua

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Recipiente Rame Veneziano San Giorgio

Metà ottocento.

Raffigurante San Giorgio 

Questo contenitore in rame veniva tenuto all’interno delle corti e case veneziane, per la scorta di acqua potabile che veniva prelevata dai pozzi privati, onde non dovere uscire all’inverno o alla notte. 

Un elemento fondamentale di Venezia, tanto quanto  campi, campielli e corti veneziani, e che era parte integrante della vita che si svolgeva nella città, fino alla costruzione del primo acquedotto (fine ‘800), era il pozzo o la
“Vera da pozzo”.

E’ un termine tipicamente veneziano;  con esso si definisce la costruzione lapidea sovrapposta alla canna del pozzo ed a protezione della sua apertura. 

All’inizio fu un elemento semplicissimo con  funzioni di sola sicurezza e, col passare del tempo, divenne un ricco e pittoresco ornamento di piazze e cortili. 

Al giorno d’oggi se ne contano 600 circa ma, prima della costruzione dell’acquedotto nel 1858, ne esistevano 6782 in tutta la città

Il pozzo veneziano era un impianto abbastanza complesso e costoso, una vera e propria cisterna sotterranea di acqua potabile. 

L’acqua era quella pluviale (o quelle dolci prelevate dai fiumi Brenta e Sile poi trasportate a Venezia (more…)