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Rame

9 gennaio 2010

Il Rame e la lavorazione

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Vecchi Contenitori in Rame

Con ogni probabilità il rame è il metallo che l’umanità usa da più tempo: sono stati ritrovati oggetti in rame datati 8700 a.C.Il rame è un metallo rosato o rossastro, di conducibilità elettrica e termica elevatissime, superate solo da quelle dell’argento. E’ molto resistente alla corrosione e non è magnetico. È facilmente lavorabile, estremamente duttile e malleabile; può essere facilmente riciclato e i suoi rottami hanno un alto valore di recupero. Può essere combinato con altri metalli e formare numerose leghe metalliche ( più di 400) tra cui le più comuni il bronzo e l’ottone.  

Inoltre il rame è batteriostatico, cioè combatte la proliferazione  dei batteri sulla sua superficie.  

Per tutti i motivi di cui sopra, il rame è sempre stato uno dei materiali più usati dai nostri avi.  

Per la lavorazione distinguiamo le seguenti fasi :  

La martellatura
L’ultima lavorazione da effettuarsi con il martello ha soprattutto, anche se non soltanto, fini estetici. Questa martellatura può essere effettuata a colpi molto vicini l’uno all’altro, in pratica senza alcuna soluzione di continuità; in tal modo la superficie non presenta alcun rilievo, e di conseguenza questo tipo di lavorazione è detta liscia. La battitura incrudisce, cioè indurisce, ulteriormente il metallo; essa è sempre fatta sul fondo del recipiente, talora è anche ripetuta sui fianchi. Questi tuttavia possono essere lavorati a colpi, cioè con martellature distribuite in modo regolare, distanziate tra loro, a costruire (more…)

Rame

8 gennaio 2010

Recipiente Veneziano in Rame per l’Acqua

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Recipiente Rame Veneziano San Giorgio

Metà ottocento.

Raffigurante San Giorgio 

Questo contenitore in rame veniva tenuto all’interno delle corti e case veneziane, per la scorta di acqua potabile che veniva prelevata dai pozzi privati, onde non dovere uscire all’inverno o alla notte. 

Un elemento fondamentale di Venezia, tanto quanto  campi, campielli e corti veneziani, e che era parte integrante della vita che si svolgeva nella città, fino alla costruzione del primo acquedotto (fine ‘800), era il pozzo o la
“Vera da pozzo”.

E’ un termine tipicamente veneziano;  con esso si definisce la costruzione lapidea sovrapposta alla canna del pozzo ed a protezione della sua apertura. 

All’inizio fu un elemento semplicissimo con  funzioni di sola sicurezza e, col passare del tempo, divenne un ricco e pittoresco ornamento di piazze e cortili. 

Al giorno d’oggi se ne contano 600 circa ma, prima della costruzione dell’acquedotto nel 1858, ne esistevano 6782 in tutta la città

Il pozzo veneziano era un impianto abbastanza complesso e costoso, una vera e propria cisterna sotterranea di acqua potabile. 

L’acqua era quella pluviale (o quelle dolci prelevate dai fiumi Brenta e Sile poi trasportate a Venezia (more…)