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26 gennaio 2010

I brevetti

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Esempio di Oggetto "Brevettato"

Molti degli “oggetti strani” che ho acquistato presso i vari mercatini dell’usato o antiquariato o che qualche amico mi ha procurato, sono brevetti”, oggetti cioè che erano protetti da un speciale regolamento a livello nazionale o internazionale.   

Nozioni generali: con il brevetto si ottiene il diritto di produrre e commercializzare in esclusiva un oggetto o un sistema sul territorio dello stato in cui viene richiesto. In Italia esistono due tipi di brevetto, a cui si affianca la registrazione del modello o disegno, che riguarda esclusivamente la forma o il “design” di un prodotto.   

L’invenzione è la forma di protezione più forte che viene concessa a quei trovati che hanno un alto grado di innovazione, ma che, soprattutto, rappresentano una soluzione nuova ed originale ad un problema tecnico. Ha una durata di 20 anni a decorrere dalla data del deposito della domanda di brevetto e, come tutti i brevetti, non può essere rinnovato alla scadenza. Possono costituire oggetto di brevetto i prodotti, i procedimenti produttivi, le varietà vegetali, mentre non sono brevettabili (art. 45 C.P.I.) “le scoperte, le teorie scientifiche,  i metodi matematici, i piani, i principi ed i metodi per attività intellettuale, per gioco o per attività commerciali, i programmi di elaboratori, le presentazioni di informazioni” in quanto tali. Al di là della statica definizione legislativa riuscire a comprendere che cosa possa essere brevettabile come invenzione, richiede molto studio e molta pratica, anche se in modo sintetico si è soliti dire, con una definizione che soddisfa ben poco, che  invenzione rappresenta una soluzione innovativa ad un problema tecnico, mentre il modello di utilità rappresenta una modifica migliorativa di oggetti esistenti.   

Il modello di utilità è un tipo di brevetto che esiste in Italia ed in pochi altri Stati. Esso viene normalmente concesso, anche in quegli Stati che prevedono un esame sostanziale per le invenzioni, senza alcun tipo di esame, e, pertanto, è più facile da ottenere, ma anche più difficile da proteggere, dura 10 anni, e non è rinnovabile. Al modello di utilità si ricorre per proteggere quegli oggetti (non i procedimenti) che rappresentano una modifica di oggetti esistenti, che comporta una
maggiore utilità o facilità d’uso dell’oggetto stesso.
Normalmente si dice che con il modello di utilità si protegge la forma di un prodotto, che abbia una sua specifica funzionalità. Spesso scegliere tra invenzione e modello di utilità non è cosa facile, e per questo la legge prevede la possibilità di effettuare quello che si chiama un “doppio deposito” (art. 84 C.P.I.), ovvero un deposito contemporaneo della stessa domanda di brevetto sia come invenzione che come modello di utilità, lasciando che sia l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi a scegliere tra l’una e l’altra soluzione.   

I diritti possono essere ceduti a terzi, nel caso per esempio l’inventore non abbia le capacità industriali o economiche per poter sfruttare adeguatamente la sua invenzione. L’esistenza dei brevetti viene giustificata dal fatto che, grazie ai diritti di sfruttamento economico esclusivo, viene
stimolata la produzione di nuove invenzioni, che diventeranno poi di pubblico dominio allo scadere del brevetto. In realtà, al momento della pubblicazione della domanda di brevetto, generalmente 18 mesi dopo il primo deposito, il pubblico viene a conoscenza della particolare invenzione, e del modo di implementarla.   

Per l’ottenimento ed il mantenimento del brevetto si corrisponde allo stato una certa somma. I brevetti possono essere definitivi o soggetti a rinnovo annuale per un certo periodo (di solito al massimo 20 anni, ma variabile a seconda degli stati). L’importo da versare per i rinnovi annuali di solito aumenta con l’avvicinarsi della scadenza, e questo fatto trova la propria giustificazione nel fatto di ritenere che l’inventore abbia avuto un tempo sufficiente per sfruttare commercialmente la propria invenzione e sia ormai tempo di consentire alla comunità di trarne maggiore vantaggio, consentendo a più soggetti, in concorrenza fra di loro, di realizzare i prodotti basati sulla nuova idea.   

Per essere considerata brevettabile, un’invenzione deve avere le seguenti caratteristiche: novità, attività inventiva, industrialità, liceità, sufficiente descrizione.   

I brevetti, quindi, mi hanno sempre incuriosito e attirato…molte delle cose che infatti oggi diamo per scontate o siamo abituati a vedere, molti anni fa erano di fatto delle novità, erano appena state inventante e come tali depositate e protette…   

Quindi, quando passeggio per le varie bancherelle dei vari mercatini, non posso resistere dal dare un occhio a tutti quegli oggetti che riportano le etichette brevetto o patent.

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