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30 marzo 2010

Antico Flash per macchina fotografica al magnesio e storia del flash

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Antico Flash alMagnesio

Sempre su una bancherella di un mercatino, un giorno ho trovato questo simpatico articolo : si tratta di un flash per macchina fotografica, marcato “G.Minisini” e brevettato e risalente alla fine del 1800.

Il flash o lampeggiatore è un apparecchio in grado di emettere lampi di luce per un breve lasso di tempo, in sincronia con il periodo di apertura dell’otturatore di una macchina fotografica.

Originariamente il flash era costituito da una torcia sulla quale era posta polvere di magnesio cui veniva dato fuoco per generare il lampo luminoso.
Attualmente impiega essenzialmente una lampada allo xeno.

Oggi in commercio è possibile trovare flash elettronici di varia potenza (espressa in numero guida o in Joule) e con molteplici funzioni, spesso regolate da centraline computerizzate, in grado di garantire la perfetta illuminazione


in ogni campo della ripresa fotografica. Molte macchine fotografiche dispongono di un flash incorporato che tuttavia è limitato in potenza, autonomia e soprattutto nella possibilità di gestire l’illuminazione.

L’ uso più ovvio del flash consiste nell’ illuminare un soggetto ripreso in condizioni di luce insufficienti per ottenere una corretta esposizione o per abbreviare il tempo di esposizione eccessivamente lungo (con corrispondente rischio di mosso), ottenendo talvolta un effetto di cristallizzazione del movimento difficile da ottenere con la massima velocità dell’otturatore.
In realtà, il flash può essere utile anche per scattare fotografie in pieno giorno. In questo caso, infatti, il flash può avere una funzione di fill-in o di riempimento, ovvero illuminare un soggetto parzialmente in ombra o controluce, riducendo il contrasto rispetto alle zone in luce della scena e quindi facilitando l’esposizione.

Viceversa, il flash può essere utilizzato in giornate col cielo luminoso ma coperto (e quindi caratterizzate da luce diffusa) per incrementare il contrasto. L’utilizzo di appositi filtri per flash o combinazioni di filtri sia sull’ottica che sul flash stesso, permette
di ottenere molteplici effetti alterando i colori a seconda della posizione dei vari soggetti e/o sfondi rispetto all’apparecchiatura di ripresa.

Ma come e quando nacque il Flash ???

Il primo che utilizzò la luce di una forte scarica elettrica per fotografare nitidamente un oggetto in movimento fu H. F. Talbot il 14 giugno 1851.
Fu la prima flashata della storia, ma doveva passare ancora un secolo prima che il lampeggiatore elettronico

Antico Flash alMagnesio

diventasse una fonte di luce potente e trasportabile.

Nel frattempo il magnesio, conosciuto fin dal 1808, fu l’unica sorgente di luce trasportabile a disposizione dei fotografi ma anch’esso, per lungo tempo, non potè essere usato con successo.
Infatti fino al 1860 il prezzo del magnesio fu troppo alto per poter essere utilizzato al di fuori degli esperimenti scientifici e in ogni caso, anche quando fu prodotto industrialmente (1880), quindi più a buon mercato, la sua attinicità mal si coniugava con la sensibilità
spettrale delle emulsioni.

Pertanto il lampo al magnesio divenne realmente usabile solo all’inizio del ‘900, con la comparsa delle emulsioni pancromatiche.

Antico Flash alMagnesio

Ciò non toglie che le lampade al magnesio esistessero fin dal 1865, ma questo nome identificava un contenitore attrezzato per bruciare del filo o della polvere di magnesio.

Le prime tracce storiche di un bulbo di vetro contenente magnesio, che risolveva il problema, assai fastidioso, del fumo e della polvere di ossido di magnesio causati dalla fiamma in atmosfera libera, sono un brevetto provvisorio rilasciato nel
1882 a John Mc Clellan e una bolla di vetro per la fotografia subacquea del 1893.

Antico Flash alMagnesio

Infine, il 14 giugno 1900, Erwin Quedenfeldt ottenne il brevetto di una lampada analoga a quelle per l’illuminazione elettrica ma contenente polvere di magnesio sopra al filamento che ne avrebbe causata l’accensione. Con il brevetto di Quedenfeldt le caratteristiche della lampada flash erano state definite ma i tempi non erano ancora maturi per la sua diffusione perchè mancava un efficace meccanismo di sincronizzazione fra l’accensione della lampada e lo scatto dell’otturatore.

Negli stessi anni però la diffusione delle pile a secco aprì la strada ai primi lampeggiatori ad accensione elettrica, ovvero che utilizzavano l’elettricità per accendere il magnesio delle lampade, e di conseguenza stimolò lo studio di varie soluzioni per sincronizzare gli otturatori delle macchine fotografiche.

Antico Flash alMagnesio

I tempi erano ormai maturi quando la lampada Vakublitz fu prodotta nel 1929 da Johannes Ostermeier su progetto di Paul Vierkotter.

Egli inizialmente aveva ideato un filamento di magnesio contenuto in un bulbo contenente ossigeno a bassa pressione (1925) ma, nel 1927, aveva sostituito il magnesio con dei foglietti di alluminio. La Vakublitz si diffuse rapidamente e prodotti analoghi
furono messi in commercio dalla General Electric (Sashalite, 1930) e dalla Philips (Photoflux, 1933). Quest’ultima introdusse un’utile novità per la sicurezza del fotografo: una macchia di colore che permetteva di stabilire la tenuta del vetro e scartare le lampade che sarebbero potute esplodere al momento dell’accensione.

La genesi della lampada flash era ormai compiuta e, a partire dal 1930, ci fu un nuovo impulso nel perfezionamento dei sistemi di sincronizzazione dell’otturatore con l’accensione della lampada.

Nel 1935 la reflex Exakta (modello B) fu la prima macchina fotografica ad essere dotata di serie dei contatti elettrici per l’accensione del flash e alla fine del decennio l’utilizzo del flash a lampadine era diventato accessibile anche alle macchine economiche, quali ad esempio la Kodak Six-20 Flash Brownie (1940) .

Negli anni ’50 la sincronizzazione era a disposizione sulla maggior parte delle macchine fotografiche e verso la fine del decennio si affermò il contatto “PC” a due poli coassiali tuttora in uso. Nel frattempo la dimensione delle lampade si stava riducendo progressivamente fino a permettere l’integrazione del flash nel corpo della macchina stessa.

Antico Flash alMagnesio

Nel 1966 il Cuboflash dette il via all’ultima evoluzione di lampade al magnesio. Basato su 4 lampade AG1 alloggiate in una scatoletta di plastica, esso costituiva di fatto 4 flash indipendenti, completi di riflettore e assolutamente sicuri contro le esplosioni. Il Cuboflash fu seguito dal Cuboflash-X e da altri prodotti basati sulle lampade AG1, le più piccole che siano state costruite.

Nel frattempo, fin dal 1930, periodicamente era stato ripreso lo studio del flash elettronico basato su una scarica elettrica ad alta tensione in un tubo di vetro contenente un gas (tipicamente xenon) e i primi flash elettronici erano apparsi in commercio a partire dal 1940. All’inizio si trattava di ingombranti attrezzature da studio ma verso il 1950 essi divennero trasportabili e poi più compatti e leggeri con l’invenzione del transistor.

Antico Flash alMagnesio

Verso il 1960 i flash elettronici avevano reso obsoleti i flash al magnesio professionali mentre quelli economici, per le fotocamere compatte, sopravvissero approssimativamente fino al 1980.
Tuttavia per tutti gli anni ’70 molte fotocamere professionali, quali ad esempio la Olympus OM-2 e la Hasselblad 500 CM, offrivano ancora la sincronizzazione per le lampade lampo ed alcuni, rari, amatori continuano ancora oggi a preferire il segno distintivo della
combustione lenta del magnesio.

Ed ecco in questi due video, il tipico funzionamento del flash a magnesio…

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  1. gentile signore,
    sono un produttore, e sto realizzando per la Rai una serie sui fotografi di fine 1800.
    Mi piacerebbe effettuare una ripresa del suo flash al magnesio, di qualche secondo. O, in alternativa, acquistare da lei 10 secondi del filmato che ha pubblicato.
    Può scrivermi alla mail che ho lasciato, più presto che può.
    Grazie, Geri Morellini

    Comment by geri morellini — 25 novembre 2010 @ 17:30
  2. Gentile Geri Morellini, le concedo pubblicamente l’autorizzazione a pubblicare ed utilizzare il filmato da me pubblicato. Chiedo in cambio che faccia un’offerta per gli alluvionati del Veneto secondo Sua discrezione, mandando ricevuta al Sindaco di Altavilla Vicentina… il mio blog non l’ho fatto per avere profitto, anche se devo sostenere delle spese, ma l’ho fatto per la conservazione storica della nostra società, e se posso esserLe utile ben venga. Se invece volesse girare qualche altro video, non esiti a contattarmi. La saluto distintamente. Rino

    Comment by Rino — 2 dicembre 2010 @ 17:29
  3. Caro Rino,
    la ringrazio per la sua gentilezza e sono contento di sapere che non esiste solo il profitto.
    Non posso però utilizzare il suo video perchè la qualità non è abbastanza alta.
    se potesse spedirmi per mail lo stesso filmato in versione non compressa (almeno a 1000 dpi, noi giriamo in hd a 1.900, e il video ora è a 600) io le spedisco volentieri 100 euro che lei potrà girare al sindaco di Altavilla Vicentina.
    Grazie e cordiali saluti,

    Geri Morellini

    Comment by geri morellini — 3 dicembre 2010 @ 05:42
  4. Salve,
    sarebbe disposto a vendere l’oggetto del suo articolo?
    Sono un giovane ragazzo romano con la passione per la fotografia e mi sono innamorato del suo flash al magnesio..

    Comment by Jacopo — 18 aprile 2016 @ 11:41

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