Non Solo Ferri Vecchi - CONSERVAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA SOCIETA'

Archive for aprile, 2010

Attrezzi

22 aprile 2010

Vecchio trapano da dentista con accessori, la carie e storia dell’odontoiatria

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Vecchio Trapanoda Dentista

Lo strumento che vediamo oggi, è di suo molto interessante per l’ingegno con cui, tramite delle pulegge e un cordino, si trasmette il movimento rotatorio dal motore ( 100 V ), al trapano…. ma incuterà
paura se non addirittura terrore ai più…

Si tratta di un vecchio trapano per dentista, completo dei vari accessori, con l’azionamento tramite apposito interuttore a terra da usarsi con i piedi in modo da avere sempre le mani libere.

C’è un motivo per cui andare dal dentista ( o Cavadenti….com’erano chiamati una volta ) è così terrificante per molte persone (me compreso).
Nella storia della medicina, le operazioni ai denti sono ricordate come tra le più dolorose per l’essere umano. Questo sia per i metodi primitivi utilizzati per migliaia di anni, sia per il fatto che il cervello dedica una buona porzione della sua massa al dolore, in particolare quello dentale.

Vecchio Trapanoda Dentista e Accessori

Ma c’è un dato confortante: dal secolo scorso gli strumenti utilizzati da un dentista si sono fatti via via sempre più sofisticati, e buona parte della ricerca è volta proprio a lenire o a sopprimere completamente il dolore provocato da ascessi, carie ed altri problemi
dentali, oltre che dalle operazioni dei dentisti.

Ma così non era qualche millennio fa, quando ci si doveva arrangiare con i pochi strumenti e tecnologie a disposizione, ed avere una discreta tolleranza al dolore

Come operavano i dentisti preistorici ?
Sostanzialmente con le medesime tecniche messe a punto e sperimentate con successo per la fabbricazione delle minuscole perline in osso, conchiglia marina, steatite, calcite, turchese, lapislazzuli usate per cuffie, collane, braccialetti, cinture e cavigliere rinvenute in abbondanza in siti archeologici a Mergarh ( uno dei più importati siti neolitici, sorto tra il 7000 a.C. ed il 3200 a.C. in Pakistan ) .
Lo strumento principale era il trapano in legno ad arco attrezzato con una piccola punta in selce, azionato mediante un apposito archetto. La stessa perizia è stata riscontrata nelle perforazioni sui denti. I casi meglio conservati mostrano infatti delle perforazioni non lontane per morfologia da quelle che si ottengono oggi con ben più raffinati strumenti. La perizia del provetto “gioielliere” si trasferì presumibilmente in un ottima “dentistica”. Le analisi al microscopio elettronico mostrano che, dopo la fase di trapanazione

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Bilance

21 aprile 2010

Vecchia ma bellissima e piccolissima bilancia pesalettere

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BilanciaPesalettere Liquori Lacchin

Bilancia Pesalettere piccolissima n.161926 . Peso gr 10 circa –
Grandezza circa due monete da 1 euro.
Anni 50-60 della ditta G.Lacchin Liquori Venezia

Una bilancia deve avere tre qualità: la precisione, ovverossia la possibilità di ritornare esattamente alla posizione d’equilibrio, la fedeltà, che consiste nell’indipendenza dalla posizione della ” carica
” e la sensibilità, cioè la capacità di reazione a una debole variazione di peso. L’accuratezza, dal punto di vista della tecnologia, degli elementi tecnici della bilancia, migliora e rende più precise le funzioni tecniche o d’uso.

Ma delle Bilance, della storia delle bilance e delle bilance Pesalettere avevamo già parlato ( Vedi post ).

Nel campione che esaminiamo, si può notare che in base al peso della lettera, avviene lo spostamento del contrapeso inversamente proporzionale al peso stesso, a questo determina lo spostamento della
freccia nella scala di lettura del peso determinato.

Applicazione di calcoli matematici relativi leve, pesi e bracci, ma che nello specifico non conosco….

Spero che qualche ingegnere ce li possa illustrare o commentare….

BilanciaPesalettere Liquori Lacchin

Prosegui per il video :

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Calcolatrice

17 aprile 2010

Vecchia Calcolatrice modello Everest Multarapid

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CalcolatriceEverest Multarapid

Oggi parliamo brevemente di un’altra calcolatrice o macchina da calcolo ( chi fosse interessato alla storia delle calcolatrici può trovarla nel post precedente – Vedi post )…… 

Certo….non è antica come gli ultimi oggetti che abbiamo visto…..ma dobbiamo ammettere che un po particolare lo è…. 

Si tratta di una calcolatrice Everest Multarapid S

Everest è il marchio con cui usciva la Società Anonima Serio Officine Meccaniche di Precisione.
La Officine Serio venne fondata nel 1932 e si specializzarono nella produzione di calcolatrici e macchine da scrivere.
La fabbrica principale era a Crema (Italia), ai lati del fiume Serio, ma per molti anni le macchine da calcolo furono prodotte in un altro stabilimento a Milano. 

Nel 1935 ha acquisito la Sozzi-Inzadi di Milano, dove venivano prodotte le calcolatrici Alfa, e che quindi divennero Alfa Everest

Negli anni 50 la produzione di calcolatrici venne trasferita a Crema e la produzione estesa anche in Turchia e Yugoslavia (Zagrabria – Tvornica Računskih Strojeva ). 

Nel 1967 la Olivetti acquisì il controllo delle Officine Serio per poi incorporala 

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Attrezzi

16 aprile 2010

Altro Pelapatate ( o sbucciapatate ) dell’800 e curiosità sulle patate

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AnticoPelapatate

Qualche giorno fa vi avevo già parlato della patata, della sua storia e dei manodomestici (Vedi Post).

Oggi, visto che ho scovato un’altro bel pelapatate ( o sbucciapatate ) sempre dell’800, parliamo ancora della patata, e di alcune curiosità.

Certo che anche questo, come l’altro, è un articolo che definisco Leonardesco per la complessità….

Ma torniamo alla curiosità sulla patata….

Storia :
Come abbiamo già visto, la patata, originaria delle Ande, già all’epoca delle civiltà Azteca ed Incas veniva coltivata in Messico, Perù, Bolivia ed Ecuador.

In Europa questo tubero, appartenente alla famiglia delle Solanacee, fu importato nel corso del ‘500 dai conquistadores spagnoli e per quasi un secolo fu considerato una “curiosità” botanica. In Italia, la
coltivazione della patata si diffuse all’inizio del ‘600, dapprima in Toscana e in Veneto, successivamente in Emilia-Romagna e nell’Italia Meridionale.

La patata, per numerosi anni, non godette di una buona fama. Anzi ! I motivi di tale antipatia erano tanti, ad esempio per la sua forma bitorzoluta che ricordava le eruzioni della lebbra.

Inoltre l’originario color vinaccia della buccia era mal visto. Ma anche il fatto che invece di nascere dai fiori o dai rami degli alberi cresceva nelle profondità della terra restava inspiegabile, e come se tutto questo non bastasse, non era mai stata citata nella Bibbia. Tutto questo creò intorno all’innocuo tubero un alone diabolico, tanto che ci furono esorcismi, processi e condanne al rogo ai danni di sacchi di patate.

In Russia si preferì a lungo morire di fame piuttosto che cibarsi del “frutto del diavolo”, mentre in Prussia per incoraggiare l’uso e la coltivazione, nell’anno 1651 fu emanato un editto in cui si condannava al taglio del naso e delle orecchie

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Oggetti Vari

15 aprile 2010

Electro-Psychrometre o Psicrometro e temperatura di rugiada

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Psicrometro

Un giorno, girando per un mercatino dell’antiquariato, mi sono imbattuto in questo strano strumento :
Electro-Psychrometre. Prodotto dalla S.A.P. Systeme Eicken – Brevettato. 

Le mie conoscenze di francese non mi sono state particolarmente d’aiuto…. e così ho dovuto documentarmi un po’….e internet mi ha aiutato molto. 

A dire il vero, inizialmente la parte iniziale della parola Psychro, mi ha tratto un po’ in inganno… ed ho anche pensato che fosse qualche strano strumento per misurare quanto ero matto

Ma dopo una attenta analisi dell’oggetto, ho visto che i numeri della scala andavano da 1 a 100 e sulle tabelle veniva riportato il simbolo H2O

Lo psicrometro è uno dei più semplici e diffusi strumenti per la misura della umidità dell’aria

Esso consiste in due termometri a mercurio, uno a bulbo secco che misura la temperatura dell’aria e l’altro a bulbo umido ovvero con il bulbo a contatto con una garza bagnata e quindi misura una temperatura inferiore a causa del calore assorbito dall’evaporazione dell’acqua. Quando il termometro con il bulbo avvolto nella garza bagnata viene efficacemente ventilato, la temperatura segnata comincia a diminuire fino ad un certo punto e cioè fino al momento in cui l’evaporazione dell’acqua cessa.
La temperatura così raggiunta è detta temperatura del termometro bagnato

La diminuzione della temperatura è causata dall’evaporazione dell’acqua contenuta nella garza che avvolge il bulbo. Ora l’entità dell’evaporazione è in relazione alla quantità di vapore contenuto nell’aria circostante. Quando l’aria circostante è satura l’acqua della garza cesserà 

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Articolo

14 aprile 2010

Il Chinino di Stato, la china, la malaria

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Il Chinino diStato

Il chinino, formula chimica C20H24N2O2, è un alcaloide naturale avente proprietà antipiretiche, antimalariche e analgesiche, di origine vegetale estratto dalla corteccia della china, albero
peruviano dal nome scientifico di Chincona Officinalis ( o Cinchona Succirubra Pavon ) della famiglia delle Rubiaceae, o dalla parola originale quechua (Inca) usata per la corteccia dell’albero cinchona, “Quina” o “Quina-Quina”.

E’ un albero alto fino a 20-30 metri con tronco eretto, non molto robusto, che raggiunge i 30 cm di diametro. La sua corteccia è rossobruna fortemente fessurata, i rametti sono spesso pubescenti. Le foglie hanno un picciolo medio, sono orbicolari o largamente ovali, la cui base varia da cordata a cuneata con il lembo che decorre lungo il picciolo. Originaria delle Ande peruviane, dell’Ecuador, della Colombia dove cresce fra i 1000 e i 2000 metri, con punte fino ai 3000 metri.

Dalla corteccia amara dell’albero della china si ricava la chinina, una sostanza alcalina biancastra, tonica da cui, a sua volta, si ricava il chinino.

La chinina possiede comunque svariate altre proprietà medicamentose: è indicata nelle nevralgie reumatiche, per eliminare i catarri dallo stomaco. Viene usata come tonico per i convalescenti. Usato anche a scopo preventivo da chi si deve recare in un paese in cui la malaria è endemica. Stimolante, è utile contro l’inappetenza, la dispepsia e gli stati di anemia in genere. Viene normalmente usata anche per scopi alimentari quale aromatizzante di amari, vermut.

Il principio attivo del chinino prende il nome di chinoline-metanolo. La sintesi chimica dell’alcaloide chinina scoperto nel 1856 venne effettuata solo un secolo più tardi, 1929, dal chimico Ramos.

La corteccia della china fu probabilmente introdotta in Europa da un prete gesuita, Bernabé Cobo (1582-1657), che esplorò Messico e Perù. Portò le bacche da Lima in Spagna, e poi a Roma ed in altre parti d’Italia nel 1632. A conferma di ciò sta il
fatto che

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Da Scrivere

8 aprile 2010

Macchina da Scrivere Royal Bar-Lock e storia della scrittura e delle macchine da scrivere

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Macchina daScrivere Royal Bar-Lock

Oggi volevo mostrarvi delle immagini di una bellissima macchina da scrivere. Andando a rivedere il post relativo al modello che avevo già
pubblicato mi sono reso conto che abbiamo parlato poco della storia della macchina da scrivere e della scrittura.  

E così mi sono documentato un po…  

Ma andiamo con ordine.  

La macchina per scrivere è uno strumento dotato di tastiera collegata a vari dispositivi meccanici, elettrici e/o elettronici, che permettono di ottenere su un supporto, generalmente un foglio di carta, l’impressione di caratteri (lettere, numeri, segni ortografici, segni di punteggiatura, simboli vari) simili a quelli della stampa tipografica.  

Oggi rimpiazzata quasi completamente dai personal computer che contengono installati uno o più programmi di videoscrittura, la macchina per scrivere, nata sul finire del XIX secolo, è stata uno dei primi dispositivi di largo utilizzo per la rapida redazione di documenti in formati standardizzati. Il suo utilizzo fece nascere una nuova professione, inizialmente riservata alle donne: la dattilografia.  

Sono diversi gli inventori ai quali la macchina da scrivere viene attribuita, spesso di diversa nazionalità. È anche possibile che varie persone abbiano lavorato contemporaneamente ad idee simili senza necessariamente essere a conoscenza l’uno del lavoro dell’altro.  

Ma quando nacque la scrittura ?  

Brevemente, possiamo riassumere e semplificare la storia della scrittura in pochi passaggi :  

I primi graffiti incisi sulle rocce dell’uomo risalgono a più di 35000 anni fa (neolitico). Erano certamente una forma d’arte, ma non erano una forma di scrittura. Infatti non rappresentano un testo formato da parole, ossia complessi di suoni che esprimono un senso in una data lingua. Rappresentare graficamente un sentimento, un desiderio, un timore non è ancora scrivere.  

La rappresentazione grafica di parole (dette anche monemi) è già una scrittura, ma con un difetto: le parole sono decine di migliaia e occorrerebbero molti segni (vedi il Cinese ). Quindi, fin dall’antichità si comincia ad analizzare le  

Macchina daScrivere Royal Bar-Lock

parole dividendole in sillabe e in fonemi.  

La scrittura fu inventata in Mesopotamia (more…)

Attrezzi

7 aprile 2010

Antico Sbucciapatate del 1300, i manodomestici e storia della patata

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Antico Pelapatate a Manovella

Girando per la moltitudine di oggetti, anzi, di “ferri vecchi” che ho per la casa, cercando di trovare qualche cosa che non avevo ancora fotografato ( e di oggetti ne ho ancora moltissimi !! ), mi sono imbattuto in questo splendido pelapate o sbucciapatate. 

Da quanto è complesso, si potrebbe pensare che l’abbia progettato Leonardo da Vinci !!! Ma questo è molto più vecchio di Leonardo…..risale al 1300 ! 

Si tratta di un bellissimo manodomestico : è in poche parole un antenato degli elettromestici, utensile per la cucina o per la casa studiato per aiutare le massaie nel lavoro quotidiano ( e non solo le massaie ); piccole invenzioni per la vita di tutti i giorni. 

Molti dei manodomestici provengono dagli Stati Uniti, stato all’avanguardia per la creazione di questi originali brevetti. 

I primi processi d’automazione e controllo della casa risalgono al periodo tra il 1800 e il 1900. In tal epoca è stato possibile diffondere nelle società industriali l’energia elettrica sui vari territori nazionali, contestualmente a importantissime invenzioni come la lampadina di T.A. 

Edison e ai primi manodomestici cui furono applicati i primi motorini elettrici. Il primo esemplare di un’elettrodomestico, fu presentato nel 1883 all’Esposizione di elettrotecnica di Vienna, ed esso consisteva in una pentola di vetro in cui l’acqua veniva fatta bollire con una spirale di platino riscaldata; nello stesso anno si costruirono bollitori, stufe elettriche, ferri da stiro, e da quel momento lo sviluppo e lo  Studio degli elettrodomestici ha percorso tanta e tale strada che ancora oggi è pienamente in atto, pronta a produrre modelli sempre più sofisticati ed elaborati. 

Da quel fatidico anno le nostre case cominciarono, dapprima con cauto ottimismo, a presentare un numero sempre maggiore di strani 

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Attrezzi

2 aprile 2010

Vecchio Flash per macchina fotografica Ferrania

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Vecchio Flashper macchina fotografica Ferrania

Qualche giorno fa abbiamo parlato della storia del Flash partendo da uno di quelli al magnesio.

Oggi, ripropongo quindi una versione già molto più moderna : si tratta di un flash anni 60, della Ferrania.

Il flash è alimentato da batteria da 22, 5 volt, oggi fuori commercio ed era controllato direttamente dalla macchina fotografica tramite il cavetto visibile nelle foto.

La Ferrania S.p.A. è una storica fabbrica del Novecento di Cairo Montenotte (Savona), di materiale fotografico con sede a Ferrania (SV), in Italia ed ha anche uno stabilimento di produzione di
pellicole negli Stati Uniti d’America a Weatherford.

Ferrania rimase l’unico produttore delle pellicole nel formato 126 “Instamatic”, dopo che Kodak ne cessò la produzione nel 1999, ma all’inizio del 2007 anche Ferrania smise di produrlo.

L’azienda produce inoltre componenti per stampe a getto d’inchiostro, pellicole per raggi X (produzione dismessa durante il 2008), fotocamere digitali, materiali per arti grafiche, plastiche speciali, software per realtà ospedaliere (produzione venduta ad altra ditta nel 2008).
Famose le pellicole fotografiche in taglie da 110, 135 ed APS col

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Attrezzi

1 aprile 2010

Vecchio accendino antivento da barca e lo Zippo

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Vecchioaccendino antivento

Parlando ieri dell’acciarino, siamo finiti a parlare poi degli accendini e della loro storia (Vedi Post).

Mi sono ricordato così, che da qualche parte avevo questo vecchio accendino antivento da barca, con stoppino a benzina e con ghiera saliscendi anti-tempesta.

L’ho trovato in un mercatino dell’antiquariato, e mi è sembrato subito un articolo interessante in quanto il sistema adottato per proteggere la fiamma è proprio ingegnoso.

Gli accendini antivento sono uno dei prodotti che negli ultimi anni ha avuto più successo per quanto riguarda gli articoli per fumatori, poiché permettono l’accensione della fiamma in qualunque condizione.

Non sono utili solamente ai fumatori, ma includiamo anche campeggiatori che lo utilizzano per accendere il fuoco, o navigatori, pescatori, cacciatori e molte altre categorie che si trovano spesso all’aria aperta e in condizioni metereologiche pessime.

Le tipologie sono generalmente due, quelli a spirale elettrica, e

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