Non Solo Ferri Vecchi - CONSERVAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA SOCIETA'

Posts Tagged ‘antico’

Attrezzi

10 marzo 2010

Antico campionatore per farine, cereali, caffè o granulati in ferro dell’800

Tags: , , , , , , ,

Ascolta con webReader

Antico Campionatore per cereali in ferro

 

Le importazioni ed esportazioni di cereali ( o più in generale il commercio ) venivano effettuate con le navi. Gli imballi erano per lo più sacchi di juta ben legati, affinchè il prodotto non andasse disperso.    

Negli scambi, durante i carichi e scarichi, i prodotti venivano controllati affinchè durante il viaggio non avessero subito mutamenti rispetto a quanto pattuito e pertanto si dovevano controllare gli stessi su una moltitudine di sacchi, affinche la quantità e qualità non fosse diversa da un sacco all’altro.
Con questa punta in ferro a piramide ed all’interno cava, si forava il sacco e in base alla profondità di affondo nel sacco stesso defluiva   

Antico Campionatore per cereali in ferro

  

più o meno una quantità del prodotto da campionare. Questo sistema permetteva di evitare di aprire o chiudere i sacchi stessi con lacci, lacciuli e sigilli apposti nei medesimi. Lasciava tuttavia dei piccoli fori che si chiudevano da soli o comunque di dimensioni trascurabili in quanto la juta tendeva poi a tornare come (more…)

Attrezzi

26 febbraio 2010

Il Cardatore o Scardasso e lavorazione della Lana

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ascolta con webReader

Antico Cardatore o Scardasso

Ecco un altro oggetto trovato in un mercatino dell’antiquariato. Un oggetto molto semplice ma a prima vista anche molto inquietante.
Ed in effetti è uno strumento professionale di uso quotidiano che in passato è stato utilizzato anche come oggetto di tortura.E’ un antico cardatore…..fatto in legno su cui è fissato un pezzo di ferro circolare su cui, a sua volta, sono infilati una moltitudine di ferri che possono sembrare anche chiodi.  

Ma cosa serviva ??  

Il cardatore è un oggetto utilizzato in una delle varie fasi della lavorazione della lana.  

La lana è una fibra tessile naturale che si ottiene dal vello di ovini (pecore e di alcuni tipi di capre), conigli, camelidi (cammelli) e alcuni tipi di lama. Essa si ottiene attraverso  l’operazione di tosatura, ovvero taglio del pelo, che per le pecore avviene in primavera ( .. dopo che il periodo invernale ha incrementato la crescita della lana per proteggere l’animale dal freddo). La lana che si viene ad ottenere viene definita lana vergine. La tosatura costituisce un momento di socializzazione particolare nella vita della comunità pastorale oltre ad un momento particolare della economia pastorale. Un altro metodo per ricavare la lana è quello di recuperarla dopo la macellazione della pecora stessa. 

La lana che si ricava si chiama lana di concia.
L’industria inoltre riutilizza la lana ricavata dagli scarti di produzione; si parla in questo caso di lana rigenerata.  

La lavorazione della lana era opera dei Lanaioli, i quali però non facevano tutto loro, e molte delle varie lavorazioni intermedie venivano svolte da altri artigiani con compiti specifici.  

La prima operazione cui era sottoposta la lana era la smistatura, ossia la scelta e la separazione delle diverse parti del vello di pecora; a seconda del tipo di tessuto che si doveva produrre, infatti, si impiegavano diverse qualità di lana. La più fine e raffinata era quella usata per confezionare i panni delle botteghe più importanti.  

Segue il lavaggio. Chiaramente la lana appena tosata risulta sporca e va ripulita : la lana tosata dai diversi allevamenti ovini viene raccolta dalle donne per essere sottoposta a lavaggio, con abbondante acqua fredda e, solo se necessario, un po’ di sapone (acqua calda e sapone fanno
infeltrire la lana). A seconda delle varie tradizioni e località, spesso come detergente in (more…)

Oggetti Vari

19 febbraio 2010

Antico Acchiappamosche in Vetro o Moschera o Ciapamosche

Tags: , , , , , ,

Ascolta con webReader

Antico Acchiappamosche o Moschera

 

La presenza delle mosche si è drasticamente ridotta nei piccoli e grandi centri con la trasformazione della societa agricola e quella industriale. Oggi mucche, pecore, capre e galline non attirano più massicciamente questi fastidiosi insetti ( anche se ben rimpiazzati dalle zanzare ) in quanto confinate nelle campagne. Ma tanti anni fa non era così.  

La battaglia quotidiana contro le mosche aveva quasi il sapore di un corpo a corpo, con mezzi semplici e non meccanici.

In alternativa alla ripugnante carta moschicida, spesso appesa ben in vista nei punti strategici dell’abitazione, c’era l’acchiappamosche in vetro, o “moschèra” o “ciapamosche”.  

Questo era un oggetto di vetro (quello della foto risale all’800 ), di forma panciuta, con parte inferiore concava, poggiante su 3 piedini.  

Antico Acchiappamosche o Moschera

 

Posta al centro del tavolo con acqua mielata, acetata o zuccherata, ( sia all’inteno della bottiglia e/o su un piattino subito sotto la sua apertura sul fondo ) e tappata con il proprio tappo. Mosche e altri insetti venivano attirati dai profumi e quando se ne volavano via entravano nella bottiglia. Non trovando l’uscita venivano così catturati (more…)

Grammofoni

3 febbraio 2010

Vecchio Grammofono da Viaggio Colibrì

Tags: , , , ,

Ascolta con webReader
 
Antico Grammofono da Viaggio Colibrì

Della storia del Grammofono ne abbiamo già parlato nei passati articoli. Quindi per chi ne fosse interessato riporto i link :  Storia del Grammofono e Fonografo o Il Fonografo di Edison

In questo caso, sempre recuperato in un mercatino dell’antiquariato, ci troviamo davanti ad un grammofono da viaggio.  

Pensato e costruito per i signori o signore benestanti dell’epoca, questo modello è stato fabbricato  in Belgio nel 1925.  

Ha il cofanetto di ferro rivestito in pelle.
Le misure sono estremamente contenute (  9 x 9 x 12 cm ) per facilitarne il trasporto ma è in grado di suonare dischi fino a 25 centimetri. 

 
Antico Grammofono da Viaggio Colibrì
 
 

Sono stati costruiti anche altri modelli dalla stessa casa e anche da altre case dell’epoca.

Nella presentazione possiamo (more…)

Attrezzi

19 gennaio 2010

Il temperamatite a manovella e la matita copiativa

Tags: , , , , , , , , , ,

Ascolta con webReader

Antico Temperamatite a Manovella

Temperamatite in ferro in uso negli anni 30/60 negli uffici pubblici e scuole di fabbricazione tedesca : Bleistifischarf maschine Gull & Harberck Hamburg “Jupiter 1″.  

Il temperamatite o “appuntalapis” detto anche temperino.  

Negli anni addietro negli uffici pubblici, quali i tribunali, registro, catasto, scuole ecc. si usavano per vari usi le matite ( “lapis” ) e particolarmente le matite copiative blu o rosse.  

I vecchi alunni come me, che hanno passato la cinquantina, ricorderanno quei brutti segni rossi o blu fatti dalla maestra/o con le matite copiative, nella correzione dei nostri compiti fatti a casa o a scuola. Ebbene nell’atrio dell’ufficio e della scuola c’era una scrivania e l’uscere o il bidello aveva a disposizione una macchinetta simile a quella fotografata (temperamatite) un po’ voluminosa, ma molto pratica per fare le punte alle suddette matite.  

 

I Segni della Maestra

Anche qualche studio tecnico di disegnatori o geometri si era procurato questo temperamatite per impiegare meno  tempo a fare la punta alle matite. Si usava anche quello a lametta, piccolino economico , e tradizionale ma si impiegava troppo tempo e si doveva
prestare maggiore attenzione a non rompere la punta.  

Una matita copiativa è una speciale matita il cui segno è indelebile o quantomeno difficilmente cancellabile.

La matita normale ha la mina di sola grafite, mentre quella copiativa contiene anche coloranti derivati dall’anilina e dei pigmenti solubili in acqua. La matita copiativa può essere cancellata (more…)

Orologi

7 gennaio 2010

Orologio ad Olio

Tags: , , , ,

Ascolta con webReader

Antico Orologio ad Olio

Diciassettesimo secolo   

    

 

   

Negli orologi ad olio, simili a lucerne, il tempo viene misurato dal consumo dell’olio per combustione.Destinato ad uso notturno ( come si puo notare le ore sono incise nell’ampolla dell’olio scritte in numero romano dalle ore sei pomeridiane  (VI) alle ore sei (VI) del mattino ), questo orologio a olio è costituito da una ampolla di vetro inserita in una lucerna di peltro.        

Antico Orologio ad Olio

In pratica l’accensione del lume avveniva alle sei pomeridiane e rimaneva acceso tutta la notte. Lo scorrere del tempo era misurato dalla quantità dell’olio (more…)